Viterbo – Prezzi e prodotti competitivi. La Isa di Alfredo Moscaroli offriva, se non l’eccellenza dei servizi informatici, software di qualità a costi vantaggiosi per le Asl di Viterbo, Rieti e Roma H.
E’ quanto emerge dall’ultimo giro di testimonianze al processo contro i tre imputati per presunte tangenti. A pagarle sarebbe stata la Isa, azienda informatica viterbese che, secondo la procura, si sarebbe ingraziata i dirigenti Asl a suon di mazzette per ottenere il rinnovo delle forniture non solo da parte dell’azienda sanitaria di Viterbo, ma anche di Rieti e Roma H.
Luciano Mingiacchi, ex direttore generale della Asl Roma H, avrebbe preso 5mila euro al mese per quattro anni. Stessa cifra per l’altra imputata Patrizia Sanna, dirigente a Roma H e prima ancora a Rieti, dove avrebbe intascato altre tangenti per circa 2mila euro al mese. Il terzo imputato Riccardo Perugini, unico viterbese a processo, avrebbe fatto, invece, da ‘collettore’.
Da un lato, il presunto sistema degli appalti informatici alla Isa e delle mazzette ai dirigenti Asl. Modello che, secondo l’accusa, era stato esportato con apposite convenzioni a Rieti e Roma H.
Dall’altro lato, la versione dei testimoni della difesa, per lo più sistemisti e dipendenti Isa, ma anche un dirigente Asl, pronti a scommettere sulla validità dei prodotti Isa. Nessuno di loro ha mai sentito parlare di tangenti, nonostante l’ex patron della Isa, Alfredo Moscaroli, abbia rivelato per tre udienze di seguito di sborsarle dagli anni Novanta. A suo dire, era l’unico modo per aprirsi canali con la pubblica amministrazione e continuare a lavorare.
Secondo il dirigente Asl, ascoltato ieri, la Isa era “partner storico dell’azienda sanitaria” e le convenzioni, come quelle stipulate per portare i servizi Isa a Rieti e Roma H, erano “spesso incoraggiate anche dai governi regionali come pratiche virtuose di condivisione di risorse”.
Il rapporto Isa-Asl, peraltro, è ancora in corso. Il contratto non è rescisso: a Roma H, resterà in vigore almeno fino a tutto il mese di marzo. I software di ieri, prodotti dalla Isa, si usano ancora oggi nelle tre aziende sanitarie.
Il processo continua ad aprile.
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