Viterbo – Interrogatori di garanzia, seconda parte.
Dopo un primo gruppo, comparso davanti al gip sabato mattina, è proseguita oggi l’audizione degli arrestati dell’operazione “Fai da te”: 17 persone finite a Mammagialla per spaccio a minorenni e associazione a delinquere finalizzata ai furti (video – video 2 – fotocronaca – slide).
E’ la cosiddetta “banda del frullino”: 6 giovani stranieri accusati di aver messo a segno altrettanti assalti alle colonnine self-service dei distributori di benzina, smerigliatrice alla mano e incuranti delle telecamere. Più un nutrito gruppo di spacciatori.
Il blitz dei carabinieri di Viterbo scatta all’alba del 29 maggio, ma l’indagine parte a ottobre, dall’incendio di un night a Viterbo e dall’aggressione alla titolare di un altro locale notturno a Montefiascone. I carabinieri fermano un’auto con a bordo tre persone: non hanno elementi per accusarli del colpo d’ascia sferrato alla macchina della titolare del night. Ma, cominciando a intercettare, scoprono che i tre, con altri tre complici, sono gli autori di una serie di tentati furti nei distributori di benzina della provincia (e non solo), tra Viterbo, Vetralla e San Martino.
E dagli assalti alle colonnine, arrivano al filone degli stupefacenti, intercettando uno dei ‘predoni dei distributori’ che si accorda con un pusher per comprare droga da lui. Emerge così il sottobosco dello spaccio ai minorenni: due gruppi di rivenditori di hashish e marijuana che hanno la loro più assidua clientela negli studenti. Con presenze fin dentro la scuola: tra gli indagati, c’è una 16enne, fidanzata di un arrestato, che avrebbe raccolto i soldi dei compagni e consegnato la droga in classe.
Degli altri otto arrestati, sentiti oggi in carcere, quattro hanno parlato; altri quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Al solito, la strategia difensiva è personale: c’è chi aspetta direttamente l’esito del ricorso al tribunale del Riesame e chi ha provato tra sabato e oggi a strappare un sì al gip, sulla richiesta di sostituire il carcere con i domiciliari. Ci vorrà tempo, in ogni caso.
Multimedia: Fotocronaca – slide – I malviventi in azione – Parla il colonnello Conte
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