Viterbo - Schiaffo a Rossi - Tre testimoni al processo per l'aggressione al direttore artistico di Caffeina dentro la segreteria del festival
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 Filippo Rossi parla a Caffeina dopo l’aggressione |
 Gianluca Iannone |
 Viterbo – Aggressione a Filippo Rossi – Volanti della polizia in centro |
 Viterbo – Aggressione a Filippo Rossi – Volanti della polizia in centro |
 Viterbo – Aggressione a Filippo Rossi – Volanti della polizia in centro |
Viterbo – Per quello “schiaffone futurista”, come lo definì subito dopo minimizzando, è davanti al giudice di pace per lesioni e ingiurie: il leader di CasaPound Gianluca Iannone non era in aula, stamattina, mentre entrava nel vivo il processo a suo carico per l’aggressione a Filippo Rossi (fotocronaca – slide).
Gli imputati sono lui e Andrea Giannini, 44enne viterbese che, per la difesa, era in tutt’altro posto la sera del 14 luglio 2012, quando un gruppo di militanti di estrema destra entrò nella segreteria di Caffeina in piazza San Pellegrino. I primi tre testimoni dell’accusa hanno ripercorso l’intera serata.
“Quando siamo arrivati, gli aggressori erano già andati via – ha spiegato un poliziotto della volante, intervenuto all’una di notte, dopo la chiamata al 113 -. Rossi, la guancia gonfia, era agitato, impaurito e arrabbiato. Ci disse di aver ricevuto un colpo al viso da una persona che conosceva bene, poi identificata in Gianluca Iannone, e ha descritto un altro individuo calvo, alto un metro e ottanta circa. Entrambi indossavano magliette nere con il simbolo di CasaPound”.
Dentro la segreteria del festival, oltre al direttore artistico, c’era una decina di volontari al lavoro fino a tarda notte, come in ogni edizione della kermesse culturale che anima la città.
Per i testimoni ascoltati oggi, “Filippo ha vacillato ed è caduto”. A terra, secondo Giuseppe Berardino, tra gli organizzatori di Caffeina; sopra un cumulo di casse d’acqua per Matteo Maio, uno dei volontari del festival. Secondo i loro racconti, dopo un breve dialogo apparentemente tranquillo, Iannone ha colpito Rossi, per poi continuare a gridargli insulti mentre era a terra. “Oltre a Iannone – ha proseguito il volontario di Caffeina – nella segreteria sarebbe entrata circa una decina di persone che ha come accerchiato Filippo tentando di colpirlo. E uno lo ha effettivamente colpito con una pedata”.
Il direttore artistico di Caffeina è costituito parte civile al processo, tramite l’avvocato Giacomo Barelli. Iannone e Giannini sono difesi da Domenico Di Tullio, sostituito ieri in udienza dai colleghi Domenico Gorziglia e Samuele De Santis. A maggio parleranno alcuni dei poliziotti che hanno seguito le indagini, tra cui il capo della Digos Monia Morelli.
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