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Omicidio di Canino - Da 30 a 14 anni di carcere - Ieri la sentenza d'appello

Uccise la compagna, pena dimezzata

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Femminicidio di Canino - La casa in via Domenico Giannini, 31

Femminicidio di Canino – La casa in via Domenico Giannini, 31

Femminicidio di Canino - La casa in via Domenico Giannini, 31

Femminicidio di Canino – La casa in via Domenico Giannini, 31

Canino – Da trent’anni di carcere a quattordici.
Più che dimezzata la pena per Sofian Gheorghe Dumitru, il bracciante romeno 42enne arrestato il 23 settembre 2014 per l’omicidio della sua compagna Elena Stangu.

Sette coltellate tra il petto e il viso. Movente: una gelosia cieca e furiosa che lo avrebbe spinto dal leggere l’sms di un ex sul cellulare della sua donna a scagliarsi contro di lei con un coltello da cucina. 

In primo grado, sentenza durissima: trent’anni inflitti dal gup Stefano Pepe. Praticamente il massimo in un processo con rito abbreviato. Il pm Stefano D’Arma ne aveva chiesti 18, mentre il suo avvocato Serena Celestini avrebbe voluto una perizia psichiatrica sull’imputato per valutarne la capacità di intendere e di volere, alla luce di un disturbo di personalità emerso da accertamenti clinici svolti da un consulente della difesa.

Nessuna perizia psichiatrica in primo grado e nemmeno in appello, ma ieri, la Corte d’Assise di Roma ha accolto tutti i rilievi della difesa, concedendo le attenuanti generiche ed eliminando l’aggravante dei futili motivi, ossia aver ucciso per gelosia. Risultato: una sentenza sensibilmente riformata al ribasso, con una pena più lieve anche dei vent’anni chiesti in appello dalla pubblica accusa.

Gheorghe si consegnò spontaneamente ai carabinieri di Canino: li chiamò subito dopo e confessò. “Correte, ho fatto un casino!”. Sul posto si precipitarono gli uomini della stazione locale e i colleghi del nucleo operativo radiomobile di Tuscania.

Dai rilievi risultò che il bracciante aveva affondato almeno sette volte il coltello nel corpo della compagna, la 31enne Elena Stangu: colpi vibrati con violenza tra il viso e il petto. Da lì in poi solo il carcere e una condanna in primo grado a 4 anni per maltrattamenti su un’ex compagna e abusi sessuali sulla figlia piccola della donna.


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25 maggio, 2016

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