Viterbo – I genitori: “Vogliamo vedere i verbali delle verifiche fatte nelle scuole”.
Sulle scuole della provincia e la loro sicurezza, i genitori degli alunni pretendono vederci chiaro. Vogliono far seguire i fatti, anzi gli atti, alle parole di Mazzola.
Ecco la situazione nella scuole – slide
Ieri il presidente della provincia, dopo le segnalazioni degli studenti sullo stato di alcuni edifici scolastici, aveva replicato stizzito: “E’ tutto agibile, gli studenti devono andare a scuola”.
A loro, però, non basta. “Noi genitori – scrive Susanna – e credo di poter parlare per tutti, vogliamo vedere le relazioni. Ci preme la sicurezza dei nostri figli e non fare polemiche sterili. Solo la sicurezza nulla di più, la garanzia che li mandiamo in posti sicuri.
Rendete pubblica la documentazione, sarete ringraziati a dovere per aver svolto il vostro lavoro e i nostri figli torneranno in aula”.
Oggi, infatti, gli studenti del Paolo Savi si sarebbero organizzati per non entrare nell’edificio.
Le foto inviate dai ragazzi mostrano, in effetti, scuole… degli orrori.
Al Ruffini di piazza Dante, per esempio, una zona probabilmente pericolosa, è stata transennata da un nastro bianco e rosso appoggiato a due sedie. Sui muri crepe e buchi.
All’Itis da Vinci mancano lastre dal soffitto, mentre all’Orioli le crepe in prossimità delle finestre e delle porte la fanno da padrone. Stessa scena all’alberghiero di Caprarola.
Non se la passa meglio il liceo Buratti (sede ex Pinzi), con crepe che percorrono i muri. Non solo in una parete è anche appoggiato un cartello giallo con scritto “Muratura pericolante, vietato appoggiarsi”.
Al Paolo Savi è chiusa la palestra, il cui ingresso è delimitato da un nastro, e chiusa è anche la scala di emergenza.
Al Colasanti di Civita Castellana, nelle classi dell’odontotecnico crepe e calcinacci in terra.
Per tutta la giornata di ieri, sono arrivate foto dal Ruffini, dal Buratti, dall’Orioli, dall’Itis e dall’Ipsia, dall’istituto alberghiero di Caprarola, dall’istituto Colasanti di Civita Castellana classi dell’odontotecnico, dal liceo artistico Midossi di Civita e dall’istituto Santa Rosa. Non solo, sono arrivate anche chiamate di genitori per segnalare la situazione affinché si potesse intervenire.
Non è detto che si tratti di danni provocati dal terremoto. Ma le immagini testimoniano comunque lo stato di degrado delle scuole della provincia. E i genitori non ci stanno.
“Ma chi ha fatto questo controlli? – scrive una mamma – Anzi, sono stati fatti veramente? Assurdo che abbiamo lasciato aperte le scuole superiori e chiuso tutte le altre”.
E ancora: “Voglio vedere nero su bianco dove è scritto che le scuole sono agibili – dice Stefano, genitore di un alunno del Paolo Savi – e se lo sono, con queste crepe e lesioni, come si comporteranno durante una prossima scossa. Siamo preoccupati perche lo sciame sismico non si arresta. Non basta mettere una firma alla fine del verbale di sopralluogo perché di mezzo c’è la vita dei ragazzi”.
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