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Cinema Trieste aperto_Spazi alla cultura - Il corteo funebre sorridente per la cultura parte oggi alle 17,30 da piazza Adolfo all'Ellera a Viterbo

“In missione per conto di Dio”

di Descartes
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Manuela Cannone

Alfonso Antoniozzi

Marco Trulli

E di rigore l’abito… nero.  “Siamo in missione per conto di Dio”, direbbero i Blues brothers.

E questa volta la missione è a dir poco difficile: riportare la cultura in città. Dopo che è stata buttata fuori a calci dalle porte e dalle finestre.

Un fatto sottolineato, ieri mattina per il comitato Cinema Trieste aperto_Spazi alla cultura, da Manuela Cannone, Marco Trulli e dal cantante lirico Alfonso Antoniozzi, nel corso della presentazione del Funerale della cultura che si terrà questo pomeriggio.

“Dal Seicento ad oggi – ha spiegato Antoniozzi – la città ha sempre avuto un teatro aperto. Oggi non più. Avere un teatro operativo è stata sempre una esigenza della città. Oggi con la chiusura del Cinema Trieste la situazione cambia”.

Un paradosso per una città che in altri tempi poteva vantare più stagioni teatrali.

“Il nostro movimento non è contro la Curia, come qualcuno ha voluto sostenere – ha continuato Antoniozzi – ma semmai contro una scelta della Curia. Si spera che in questo paese sia ancora possibile criticare una scelta di chiunque sia”.

Antoniozzi è poi arrivato al centro della questione. “Il vero problema è che una città senza teatro, senza una produzione teatrale e culturale è morta. Voglio vedere cosa accadrà nel momento in cui verrà reso agibile il teatro Unione. Perché va spiegato che è privo di senso avere un teatro che è aperto dieci giorni l’anno. Un teatro per essere tale deve fare delle produzioni e non solo delle ospitate. Una comunità è viva se produce cultura. E’ poi grave che l’assessore alla Cultura ammetta candidamente che per la cultura non ci sono fondi. Si spera che dopo la manifestazione i politici capiscano l’importanza della cultura. Della produzione di cultura”.

Non è mancata una apertura al dialogo.

“Noi siamo per natura aperti al dialogo – ha concluso il cantante lirico -. Le dichiarazioni del sindaco sulla disponibilità ad affidare spazi culturali è apprezzabile. Si spera poi che anche il mondo dell’imprenditoria capisca l’importanza della cultura. Per quanto ci riguarda il prossimo passo sarà quello di creare un coordinamento delle associazioni culturali per poter gestire gli spazi che ci sono”.

Una sorta di appello alla città del comitato. Un comitato che cresce a vista d’occhio.

Il comitato è una creatura nata spontaneamente – ha detto Manuela Cannone -. E in qualche modo ci è esploso in mano per il grandissimo numero di adesioni. Non solo viterbesi ma anche nazionali. Abbiamo scoperto che sono moltissime la associazioni che si occupano di cultura nella Tuscia. Tra le adesioni di prestigio quelle dei registi Giovanni Veronesi e Daniele Vicari. Anche per queste ragioni respingiamo qualsiasi tentativo di strumentalizzazione e di dipingere un movimento apartitico e spontaneo come anticlericale. E mentre chiediamo a tutti di intervenire alla manifestazione vestiti di nero, invitiamo a non portare bandiere di partito”.

Un movimento questo viterbese che si inserisce in un panorama nazionale segnato da occupazioni come quella del Valle a Roma.

“Ci inseriamo  – ha spiegato Marco Trulli – in un movimento nazionale che ha fatto della riconquista degli spazi culturali uno degli scopi principali”.

L’appuntamento è per le 17,30 di  oggi (21 aprile)  in piazza Adolfo (quartiere Ellera) a Viterbo, tutti rigorosamente sorridenti e vestiti di nero per il funerale della cultura. Ovviamente.

Descartes


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21 aprile, 2012

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