Viterbo – Pronto a costituirsi parte civile e a chiedere un maxirisarcimento di 100mila euro lo studente vittima del pestaggio di via valle Piatta del 25 febbraio 2017.
E’ l’universitario accerchiato e malmenato a calci, pugni e cinghiate da una decina di coetanei l’ultimo sabato di carnevale dell’anno scorso, in seguito a un diverbio avvenuto in un locale di via del Ganfione dove erano in corso tre feste di laurea.
Ricoverato all’ospedale di Belcolle con il naso rotto, ne è uscito con una prognosi di 50 giorni.
C’era anche lui, col suo avvocato, ieri mattina in tribunale davanti al giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni cui due degli aggressori chiedono di patteggiare una pena sotto i due anni, mentre gli altri due chiedono la messa in prova o in alternativa il rito abbreviato condizionato all’audizione della vittima.
Sono stati identificati dagli investigatori grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza poste lungo la via.
Di età compresa tra i 20 e i 27 anni, sono i viterbesi Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini, finiti ai domiciliari dopo quattro mesi il 14 giugno dell’anno scorso e rimessi in libertà due mesi e mezzo dopo con l’obbligo di firma. Sono difesi dagli avvocati Luigi Gioiosi, Roberto Alabiso, Giovanni Labate e Luigi Sini. Devono rispondere di lesioni gravissime in concorso.
I quattro avrebbero già liquidato alla vittima sui diecimila euro.
Somma considerata insufficiente dalla parte offesa che tramite la sua legale ha fatto sapere di essere pronto a costituirsi parte civile in caso di processo.
Il gip Rita Cialoni prenderà in esame tutte le richieste il prossimo 7 settembre, data cui l’udienza è stata rinviata per la mancanza di alcuni documenti.
In tribunale anche gli imputati, per i quali la procura aveva chiesto il giudizio immediato, cui hanno fatto seguito le richieste di riti alternativi da parte delle difese.
Se le richieste di patteggiamento e messa in prova saranno accolte, la vittima non potrà costituirsi parte civile.
Gli aggressori avrebbero cercato di entrare a tutti i costi nel locale affollato di un centinaio di persone in cui erano in corso le feste. Gli sarebbe però stato negato l’accesso da chi era all’interno. Ne sarebbe così nata una lite, poi sfociata in una rissa.
La vittima è stata accerchiata e ripetutamente riempita con calci e pugni. Contro di lui, a mo’ di frusta, è stato usato anche il tergicristallo di un’auto. Poi è stato preso a cinghiate.
Quando il gruppo si è allontano, ne è arrivato un secondo formato da tre giovani, questi ultimi a differenza dei primi quattro indagati a piede libero, che hanno sferrato una serie di calci per poi allontanarsi velocemente.
L’inchiesta della procura è stata coordinata dal pm Fabrizio Tucci e le indagini sono state condotte dalla Digos guidata dalla dirigente Monia Morelli. Ha firmato l’ordinanza d’arresto il gip Savina Poli.
Silvana Cortignani
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