Viterbo – (r.s.) – Ha solo difeso la fidanzata da chi la stava molestando. “Che bel culo che hai”, si è sentita ripetere la giovane. Qualche sguardo di troppo e un paio di fischi. Il ragazzo, che era con lei, ha provato a fare finta di nulla. Ha resistito finché ha potuto, per poi invitare chi stava importunando la fidanzata a farla finita. “Piantala – gli ha detto -. Lasciala stare”. Ma tanto gli è bastato per essere colpito in testa con un manganello telescopico. Un’arma che è proibito portare con sé, in dotazione solo alla polizia e alle forze armate.
L’aggressione intorno alle 19 di ieri, alla fermata degli autobus di piazza Martiri d’Ungheria. Nel centro storico di Viterbo, e a due passi dal Sacrario. La vittima è M.M., un 19enne viterbese ora ricoverato all’ospedale di Belcolle.
“Mio figlio – racconta Otello Macrì, padre del giovane preso a manganellate – era con la fidanzata che doveva prendere un pullman per Bagnaia, quando un ragazzo ha iniziato a molestare la compagna. ‘Che bel culo che hai’, le ripeteva. Mio figlio ha prima lasciato correre, poi lo ha invitato a smetterla. Gli ha detto di lasciare in pace la fidanzata, ma l’aggressore ha aperto lo zaino, ha tirato fuori un manganello telescopico e ha iniziato a colpirlo sulla tempia sinistra. Mio figlio è caduto a terra, è svenuto ed è stato soccorso dalla compagna e da un paio di amici che hanno subito chiamato il 118”. L’arrivo dell’ambulanza e il trasporto all’ospedale di Belcolle, dove il 19enne ha trascorso la notte. “È sedato ed è sotto osservazione”, fa sapere il padre. E ne avrà per almeno venti giorni.
L’aggressore, un 27enne italiano, è invece stato arrestato dai poliziotti della squadra volante. Già noto alle forze dell’ordine, da ieri è ai domiciliari nella sua casa a Bagnaia per lesioni aggravate e porto abusivo d’arma. Per gli agenti, subito intervenuti, non ci sarebbero dubbi: l’avrebbe ucciso, se la fidanzata della vittima non lo avesse bloccato sorprendendolo alle spalle. Le manganellate sarebbero state almeno dieci. Forse addirittura quindici, e tutte in testa. E il 27enne avrebbe continuato a colpire il 19enne anche quando questo, privo di sensi, è piombato a terra.
Dopo aver difeso la fidanzata, M.M. sarebbe stato anche minacciato di morte. “Ti taglio la gola. Te la faccio tagliare da alcuni amici miei”, gli avrebbe detto l’aggressore. E qualche minuto dopo, preso il manganello dallo zaino e nascosto dietro la schiena, avrebbe continuato: “Ti ammazzo e poi ti scopo la ragazza”. A quel punto la vittima si sarebbe avvicinata al 27enne che gli si è scagliato contro.
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