Ronciglione – Lasciò morire di stenti la sorella invalida e nascose il cadavere nel congelatore per continuare a intascare la pensione.
Parte oggi davanti alla corte d’assise di Viterbo il processo a Ivo Bramante, l’85enne accusato di abbandono di incapace aggravato dalla morte, occultamento di cadavere e truffa ai danni dello Stato.
È il 28 febbraio del 2016 quando Rossana Bramante, 79enne invalida a causa della cecità, viene trovata senza vita nel congelatore a pozzetto nel garage della casa dove sette anni prima si era trasferita con il fratello. Da Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma, a Ronciglione, al civico 2 di via dell’Ospedale Consorziale.
A fare la macabra scoperta è stata l’amministratrice di sostegno che si era recata nell’abitazione per fare l’inventario dei beni di Ivo Bramante, ricoverato in una casa di riposo per problemi di salute. L’anziano dopo il ritrovamento della sorella ha passato gli anni tra cliniche e case di riposo.
Stando all’autopsia, eseguita da Giorgio Bolino, medico legale della Sapienza, Rossana Bramante è deceduta di morte naturale. Ma l’esame ha evidenziato come il suo corpo fosse ridotto a pelle e ossa e coperto da piaghe da decubito, evidente segno di abbandono. Il cadavere sarebbe rimasto nel ghiaccio per almeno un anno, durante il quale l’Inps avrebbe continuato a erogare la pensione al fratello che aveva la delega.
Per i difensori Marco Marcucci e Matteo Moriggi, Ivo Bramante soffre di demenza senile e patologie psichiatriche che mettono fortemente in dubbio la sua capacità di stare in giudizio. Ma una perizia su questo aspetto non è stata mai fatta.
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