Canino – Cartiera Pontesodo “bomba ecologica”, condannato a quattro mesi e tremila euro di multa con sospensione della pena il legale rappresentante del sito tra il 2013 e il 2014.
E’ invece scattata la prescrizione per la coimputata, che aveva amministrato l’impianto tra il 2012 e il 2013. Per la donna, non luogo a procedere per estinzione del reato. Troppo datati i fatti.
Ma soprattutto il giudice Silvia Mattei ha riconosciuto un risarcimento, da quantificare in sede civile, alle parti civili, ovvero Accademia Kronos e il comitato “Difesa ambiente e territorio-Città di Canino” che a suo tempo presentò l’esposto da cui ha preso il via l’indagine. E, sempre il giudice, ha condannato l’imputato alla bonifica del sito.
Soddisfatti dell’esito del processo e del riconoscimento dei danni gli avvocati Ylenia Porciani e Ottavio Maria Capparella, storico legale di Accademia Kronos.
“Una sentenza che dà ragione a una battaglia che ha visto impegnata sia l’associaizone che i cittadini in prima persona, i quali hanno presentato l’esposto in procura e si sono poi costituiti parte civile”, sottolineano i legali.
Tra le parti offese l’amministrazione provinciale di Viterbo. L’impianto industriale, destinato alla fabbricazione di carta e cartone, tra il 2012 e il 2014, non avrebbe in più occasioni le prescrizioni impartite e previste nell’allegato tecnico dell’autorizzazione integrale ambientale rilasciata dalla Provincia nel 2010.
Nello specifico, all’esito delle ispezioni programmate previste dalla normativa effettuate dall’Arpa Lazio e dai sopralluoghi dell’amministrazione provinciale, sono stati riscontrati il mancato smaltimento degli scarti del pulper prodotti, nonché un’adeguata separazione e movimentazione in aree pavimentate degli scarti stoccati sul sito, prodotti dalle precedenti gestioni.
I due imputati, un uomo e una donna, erano inoltre accusati di avere realizzato una discarica non autorizzata di rifiuti non pericolosi costituiti sempre dagli scarti del pulper prodotti e da quelli lasciati in precedenza sul terreno.
Alla cartiera in località Ponte Sodo, nel settembre del 2014, è arrivata la forestale, ponendo i sigilli al sito in seguito al sequestro dell’area dov’erano stati ammassati gli scarti di produzione.
Silvana Cortignani
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