Riceviamo e pubblichiamo – Egregio sindaco, credo che sia giunto il momento di dire basta e farla finita con una farsa politica che sta diventando grottesca ed offensiva per i cittadini di Viterbo.
Ho molto apprezzato l’atto (peraltro dovuto in base agli impegni pubblici presi ed agli eventi negativi del consiglio comunale) di rassegnare le dimissioni, condividendo anche le motivazioni politiche ed amministrative che le hanno motivate.
Però ora non se ne può più, tutti i giorni siamo bombardati da comunicati stampa, da invettive e veti incrociati tra componenti della ex-maggioranza, leggiamo di prese di posizione dure e critiche nei confronti dei tuoi tentativi di ricostruire una cosa che si è frantumata irreversibilmente pochi giorni orsono, sia con il voto negativo al tuo emendamento ma soprattutto con la bocciatura della tua delibera sul bilancio preventivo 2012.
Sindaco, sono convinto che tutto sia finito lì, quel giorno, quando la maggioranza dei consiglieri comunali ha bocciato te e tutta la tua giunta.
Giornalmente l’ex maggioranza dimostra che non ci sono le condizioni per ricompattarsi.
Rendi irrevocabili le tue dimissioni e risparmia ai cittadini questo teatrino politico.
Qualcuno della tua maggioranza vuol far credere che: Cristo è morto dal freddo, ma così non è .
Non ci sono salvatori della patria, perché finora della patria questi signori non si sono tanto preoccupati, altrimenti molto tempo fa dovevano intervenire e chiedere chiarimenti.
Mi chiedo e ti chiedo dov’erano quei consiglieri che ora ti avversano quando, per 4 anni e mezzo, questa città è stata abbandonata a se stessa? essi hanno sempre confortato ogni tua scelta (scelte contrastate solo dalla minoranza), per oltre quattro anni hanno votato tutto è di più, anche bilanci peggiori di questo e comunque collegati a questo.
Dov’erano quando sei venuto in consiglio comunale a comunicare che avresti allargato la giunta a 10 assessori? scelta clamorosamente contestata dalla minoranza, tra le altre cose è singolare che dall’allargamento della giunta ne abbia avuto gran beneficio anche la destra con l’ingresso in consiglio del suo attuale capogruppo.
In questo momento ed in questa vicenda vedo tanti capitani Schettino, forse troppi, i quali possono anche disimpegnarsi politicamente e scaricare sul sindaco tutte le responsabilità politiche ed amministrative, anche quelle responsabilità di chi ha condiviso per 4 anni e mezzo una cattiva gestione della città e dei servizi ad essa legati, ma che, purtroppo per loro, rimangono legati agli atti amministrativi e deliberativi, e non possono cancellare il loro forte legame con il sindaco Marini, con il suo disimpegnato e disinvolto governo della città e con le sue scelte discutibili e dannose per Viterbo.
Questa maggioranza ed il suo sindaco, secondo me, hanno pensato troppo agli appetitosi problemi urbanistici, ai progetti ed ai piani per costruire ovunque e comunque, alle questioni degli appalti dei servizi, alcuni sono raddoppiati nei costi ma sono notevolemente peggiorati nella qualità, altri sono stati regalati ai privati per farne profitto.
La città non è stata curata, si presenta poco pulita.
Questa maggioranza ed il suo sindaco hanno avuto meno attenzione agli urgenti problemi esitenziali delle famiglie e di coloro che necessitano di maggiore e migliore attenzione sociale ed economica.
Questa maggioranza ed il suo sindaco hanno avuto poca attenzione per la città per la sua cultura, per la sua storia e per le sue tradizioni.
La torta amministrativa (quella che visualizzata nel bilancio le percentuali d’investimento e di spesa ) testimonia questo fatto.
Penso che un sindaco dovrebbe essere il sindaco della città e non il sindaco ostaggio di una maggioranza politica, anche se ne è espressione.
Ora nuove questioni di natura urbanistica, 13.000.000 euro di finanziamenti regionali ed europei per progetti in parte predisposti altri da predisporre, appalti di servizi ( 60.000.000 di euro per igiene urbana, appalto servizio mense ed altri appetitosi appalti di servizio in scadenza ) potrebbero fare gola e si può pensare che si sia scatenata una rincorsa al controllo ed alla gestione di questi importanti atti e servizi amministrativi.
Io sono malizioso e penso che più che motivi di amore per la città e di eccessivi numeri assesorili, ci sia una notevole sostanza di interessi più o meno diretti a governare le prossime scelte urbanistiche e degli appalti della città, secondo me la battaglia politica di questa maggioranza è principalmente di questa natura.
Altrimenti non si spiega come, dopo 4 anni e mezzo di letargo e silenzio, sia possibile che i presunti salvatori della patria non si siano accorti che questa amministrazione ha vissuto alla giornata, ha impoverito ed abbruttito la città, come loro stanno denunciando ora, e come costantemente ha denunciato la minoranza.
Se ne sono accorti ora, proprio quando quella torta là si è fatta ancora più sostanziosa e succulenta.
Io credo che i cittadini abbiano capito che questa consigliatura è giunta al capolinea, perseverare con questa maggioranza sarebbe diabolico.
La città ed i cittadini meritano più rispetto da parte di tutti ma principalmente da te che sei il primo cittadino.
Sindaco non ti manca il coraggio necessario per confermare le dimissioni date, anche perché sono rimaste invariate le motivazioni delle stesse, tu sai bene che è impossibile andare avanti con questa maggioranza e penso che nessuno della minoranza ti voglia fare da stampella.
Da buon sportivo, fai come fa l’arbitro in una partita che è finita in rissa e confusione in campo ( in questo caso non tra le squadre avversarie… ma tra i giocatori della stessa squadra, che è ancora peggio).
Sindaco fischia la fine, fai i canonici tre fischi conclusivi e tutti a casa.
Ciascuno di noi si deve assumere, in questa fase, le responsabilità politiche in base ai ruoli ed ai poteri esercitati.
Poi ognuno di noi che vorrà ripresentarsi ai cittadini elettori, si sottoporrà al loro democratico ed insindacabile giudizio, nuove elezioni nei tempi e nei modi previsti dalla legge, questa è l’unica soluzione, la più giusta, la più opportuna e soprattutto la più dignitosa.
Tanto ti volevo e ti dovevo dire.
Sergio Insogna
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