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Milano - Si è costituita parte civile contro l'ex direttore accusato di diffamare le ragazze del bunga-bunga - Il giornalista è difeso da un viterbese

Nuove indagini sulla morte di Imane Fadil, la modella presunta vittima di Emilio Fede

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Emilio Fede

Il giornalista Emilio Fede


Milano – (sil.co.) – Aperte nuove indagini  sulla morte di Imane Fadil, la modella d’origine marocchina teste chiave del processo Ruby deceduta il primo marzo 2019 all’età di 34 anni all’Humanitas di Rozzano. Intanto non si è ancora chiuso il processo a Emilio Fede, accusato dalla giovane di diffamazione.

Accertato che non fu avvelenata e che la sua fu una morte naturale, la procura di Milano deve ora capire se la 34enne si potesse salvare. Sei mesi di tempo per effettuare nuove indagini, come disposto dal gip che, accogliendo la richiesta dei familiari, per ora ha deciso di non archiviare l’inchiesta. 

Nel frattempo, nonostante la sua morte risalga ormai a quasi due anni fa, non si è ancora chiuso il processo per diffamazione a Emilio Fede contro il quale Imane Fadil – presunta vittima – si è costituita parte civile con l’avvocato Paolo Sevesi.

Il giornalista, che compirà 90 anni il prossimo 24 giugno, è difeso in questa vicenda dall’avvocato viterbese Samuele De Santis. 


Imane Fadil

La modella Imane Fadil


L’ultima udienza, in occasione della quale avrebbe dovuto essere ascoltata la presunta vittima, si è tenuta lo scorso 18 dicembre davanti al giudice Giuseppe Fazio del tribunale di Milano.

Un’udienza lampo, durante la quale lo stesso pubblico ministero ha rappresentato l’avvenuto decesso della parte offesa, riservandosi però di presentare in una successiva udienza il certificato di morte di Imane Fadil. Il processo è stato quindi rinviato per la definizione al prossimo 16 aprile. 

In una intervista al Corriere della Sera, dopo la morte della modella, l’ex direttore del Tg4 ha dichiarato: “Mi parlò dei suoi problemi di soldi. L’avevo presa a ben volere, era una brava ragazza”. La denuncia per diffamazione da parte di Imane Fadil è invece scattata in seguito a un’intervista pubblicata l’8 maggio 2018 sul sito internet dell’Huffington Post.

“Darmi 4 anni e 7 mesi perché avrei convinto delle prostitute a prostituirsi è una cosa assurda parliamo di persone, con tutto il rispetto della prostituzione, che è importante, che con il sesso avevano una certa dimestichezza. Sono tre ragazze che notoriamente col sesso avevano un ottimo rapporto. Come cazzo si fa ad essere condannati per induzione alla prostituzione di ragazze che fanno quello?”, diceva Fede. 


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4 gennaio, 2021

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