Operazione Libertà – L’arrestato F.I.
Viterbo – (sil.co.) – Baby squillo a San Faustino, parla uno dei clienti di due ragazzine presunte vittime di un giro di prostituzione minorile su cui a suo tempo ha indagato la Dda di Roma. Il giro è stato stroncato sette anni fa con il blitz denominato “Operazione Libertà”.
A processo un quarantenne romeno, I.F., arrestato sette anni fa con una coppia di connazionali, G.A. e G.D., all’epoca trentenni, con cui avrebbe gestito due case d’appuntamento a Viterbo e Terni facendo prostituire due ragazze.
Durante l’udienza di ieri è stato sentito un cliente viterbese di 54 anni, che ha raccontato davanti al collegio del tribunale di Viterbo come poco dopo la mezzanotte del 17 maggio 2015 sia stato bloccato dai carabinieri all’ingresso di un’abitazione di via delle Mura, proprio mentre stava salendo nell’appartamento dove si prostituivano le due ragazze.
Era una domenica sera di primavera. “Avevo preso il numero sull’Occasione, dopo avere visto un annuncio che mi aveva colpito. Ho telefonato e preso appuntamento per mezzanotte. Ma mentre stavo per suonare il campanello, mi hanno fermato i carabinieri, che mi hanno condotto in caserma e interrogato su come fossi arrivato lì”, ha spiegato il testimone, cui non è contestato alcun reato.
Sesso con le baby squillo per 50-100 euro
La coppia di coniugi avrebbe pubblicizzato prestazioni di natura sessuale su siti internet specializzati, dai nomi evocativi come ‘incontri per sesso‘, utilizzando per gli annunci il numero di uno di loro. Il sesso a pagamento avrebbe fruttato a chi lo gestiva sui 1500 euro al giorno, il 20-30 per cento dei quali alle escort in erba, pagate tra i 50 e i 100 euro a prestazione.
L’imputato smistava clienti e si occupava di marketing
Il quarantenne si sarebbe occupato di marketing e logistica. Avrebbe accompagnatoa le prostitute a fare la spesa, si sarebbe fatto consegnare gli incassi e occupato della pubblicità chiamando a nome suo i siti, trattando i prezzi e la durata degli annunci.
“Se non ti sbrighi, meno te e lui”
Non avrebbe perso d’occhio le squillo. Se si attardavano con un cliente e ce n’erano altri fuori in attesa, avrebbe telefonato dicendo di sbrigarsi, anche con frasi minacciose, tipo “se non ti sbrighi, salgo e meno te e lui”. Un business da decine di clienti al giorno. Il prezzo delle prestazioni sessuali variava dai 50 ai 200 euro. Con possibilità del più costoso servizio a domicilio, se il cliente lo richiedeva.
Media: fotocronaca – slide
Vittime in Romania o in Danimarca
Sempre ieri avrebbero dovuto essere sentite anche le presunte vittime, una delle quali nel frattempo sarebbe tornata in Romania, mentre l’altra potrebbe essere anche lei in patria oppure in Danimarca. Fatto sta che sarà fatto un ulteriore tentativo di rintracciarle per l’udienza del 20 settembre. Intanto il collegio, almeno fino a quella data, ha detto no all’acquisizione delle sommarie informazioni chiesta dalla pm Paola Conti.
Indagati incastrati dalle intercettazioni
I giudici si sono inoltre ulteriormente riservati sulla richiesta di trascrizione delle intercettazioni che inchioderebbero i tre indagati dell’inchiesta e che sarebbero circoscritte a un paio di settimane. “Il fermo è scattato in tempi brevissimi – ha ricordato il pubblico ministero – quando ci siamo resi conto che gli indagati stavano per darsi alla fuga”.
Operazione Libertà – Gli arrestati G.A. e G.D.
Dieci anni a marito e moglie in primo grado
Marito e moglie sono stati condannati in primo grado rispettivamente a 9 anni e a 7 anni di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato nel marzo 2016. La pena è stata poi ridotta in appello a 3 anni e otto mesi e 3 anni e quattro mesi col solo obbligo di firma a marzo 2017.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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