Viterbo – Coppia di imprenditori vittime di usura ed estorsione dopo il lockdown della primavera 2020. Per un prestito di 45mila euro, in sette giorni avrebbero dovuto restituire ben 60mila euro. Per un altro di 90mila, nel giro di poche settimane è stata intimata la somma di 230mila euro.
Entrerà nel vivo il prossimo 13 settembre, con l’ascolto dei primi sei testimoni dell’accusa, il processo a quattro dei sette presunti componenti della banda di strozzini che avrebbero minacciato il marito di far finire la figlia sulla sedia a rotelle e di fargli violentare la moglie se non avessero pagato.
Cinque i presunti strozzini-ricattatori arrestati il 26 aprile 2021 dai carabinieri, uno dei quali ha patteggiato un anno e otto mesi. Altri due i presunti complici che sono invece finiti indagati a piede libero.
Parti civili i coniugi. Una ventina i testimoni del pubblico ministero Michele Adragna.
Viterbo – Riello – Il comando dei carabinieri
Tra gli imputati una coppia, marito e moglie, di 44 e 43 anni, che avrebbero prestato i soldi alle vittime, un ristoratore viterbese e la moglie titolare di una pescheria, in crisi di liquidità in seguito alle restrizioni legate alla prima emergenza Covid. Il fratello del 44enne, un 52enne, ha patteggiato lo scorso mese di dicembre davanti al gip un anno e otto mesi con lo sconto di un terzo della pena del rito.
Gli altri imputati sono un 29enne d’origine albanese residente a Terni e un 49enne di Castel Giorgio. Il processo avrebbe dovuto aprirsi questo mercoledì con i primi tre testi dell’accusa, ma è stato rinviato.
Due mesi fa, nel frattempo, a un anno di distanza, sono stati disposti a carico di uno degli imputati due provvedimenti di sequestro relativi a due utilitarie, una moto di grossa cilindrata ed una terza autovettura di un prestigioso marchio, per un valore complessivo di diverse decine di migliaia di euro.
Tra le intercettazioni ambientali di cui l’accusa ha chiesto la trascrizione all’udienza di ammissione prove, lo scorso 15 dicembre, ci sono quelle captate all’interno di un laboratorio artigianale del capoluogo e a bordo di una Smart.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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