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Tribunale - Una quindicina gli imputati ancora davanti al giudice - Erano stati rinviati a giudizio nel 2017

Era piccolo spaccio, prescritto processo nato dalla maxinchieta per traffico di stupefacenti

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Viterbo – (sil.co.) – Traffico di stupefacenti, si è chiuso la settimana scorsa con l’ennesimo colpo di spugna della prescrizione il processo alla quindicina di imputati rimasti di una delle tante maxinchieste antidroga della procura. 

A suo tempo, il 15 settembre 2017, furono venti i rinvii a giudizio da parte del gup Savina Poli per altrettanti indagati, tutti denunciati a piede libero, alcuni dei quali coinvolti anche in altre inchieste analoghe. 

Il processo, nato da un’inchiesta del pm Massimiliano Siddi e che prometteva sulla carta di diventare uno dei più grossi per droga mai celebrati a Viterbo, sarebbe dovuto cominciare il 9 luglio 2018.

Nessuno dei 24 giovani inizialmente accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente è stato mai sottoposto a misura di custodia cautelare. Uno di loro ha patteggiato una pena di tre mesi in sede di udienza preliminare, con lo sconto di un terzo previsto dal rito, da scontare ai lavori socialmente utili. Furono inoltre stralciate le posizioni di altri tre indagati, giudicati dal tribunale di Roma, competente per territorio.

Lo scorso 24 gennaio l’accusa ha riqualificato lo spaccio nella lieve entità e le due estorsioni consumate in estorsioni tentate, per cui la settimana scorsa il giudice Rispoli ha disposto il non luogo a procedere per estinzione dei reati per intervenuta prescrizione. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.


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16 febbraio, 2023

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