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Tribunale - Imputati due uomini e una donna - Avrebbero messo a soqquadro il locale e rapinato l'incasso - In autunno tre udienze ravvicinate

Candelabri che volano e fuggi fuggi alla villa per scambisti, gestore aggredito con una mazza da golf

di Silvana Cortignani
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Carabinieri - foto d'archivio

Carabinieri – foto d’archivio

Sutri – Serata rovinata alla villa per scambisti, fissate tre udienze ravvicinate del processo ai tre “guastafeste” che la sera del primo maggio 2021 hanno mandato a monte la festa per l’inaugurazione post Covid del locale.

Per gli ospiti la “cena” preliminare  è finita in un fuggi fuggi, tra candelabri e bottiglie che volavano, mentre per il gestore si è chiusa con danni, botte e l’addio all’incasso. E ovviamente l’intervento sul posto dei carabinieri.

Secondo l’accusa gli imputati, due uomini e una donna, avrebbero cacciato gli ospiti, picchiando il titolare e rapinando quattromila euro dalla cassa del locale, una lussuosa dimora dotata di ristorante e camere in quel di Sutri. 

Il terzetto è finito a giudizio davanti al collegio del tribunale di Viterbo che lo scorso 26 ottobre, alla prima udienza dibattimentale del processo, ha ascoltato per ore la testimonianza fiume della presunta vittima, il titolare del club per scambisti, che si è costituito parte civile contro gli imputati, con cui in precedenza sarebbe stato in affari. Dietro la vicenda un contenzioso di natura economica tra imputati e parte offesa, dal quale sarebbero scaturiti diversi procedimenti civili. 

Solo l’accusa ha indicato 12 testimoni, due la parte civile e sette la difesa, che ha in lista anche due consulenti di parte. Per stringere i tempi, il processo è stato contingentato in tre udienze, a settembre, ottobre e novembre.

Il titolare del locale, la sera del primo maggio di due anni fa, sarebbe stato minacciato con una mazza da golf da uno degli imputati: “Dacci i soldi, altrimenti ti metto dentro una botte e ti cemento”. 

“Fin da subito, insistendo con me per avere il denaro, hanno cominciato a disturbare gli ospiti – ha raccontato in tribunale – accendendo le luci che dovevano restare soffuse per rendere accogliente l’ambiente. Poi la donna ha fatto una scenata, cacciando gli ospiti dal locale. Il marito mi ha detto ‘Dacci i soldi, altrimenti ti metto dentro una botte e ti cemento’, brandendo contro di me una mazza da golf, mi ha sferrato un pugno sul naso e costretto a dargli i soldi della cassa, che poi ha passato all’altro”.

“Lei – ha proseguito – si è avventata su uno dei grossi candelabri ornamentali della sala e lo ha scagliato sul bancone del bar, hanno rotto le bottiglie, uno sgabello d’artista e quadri altrettanto preziosi, il vetro della porta d’ingresso, messo tutto sottosopra, continuando a inveire e minacciarmi davanti al personale e alla mia compagna”, ha proseguito.

Durissimo il controesame della difesa degli imputati, che ha rivelato i numerosi ricorsi alle carte bollate sfociati in diversi procedimenti in sede civile legati a questioni economiche tra le parti.

Silvana Cortignani


Articoli: Serata rovinata alla villa per scambisti, sfilata di testimoni contro i “guastafeste” – Cena di inaugurazione post Covid della villa per scambisti, cacciano gli ospiti e picchiano il titolare


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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18 maggio, 2023

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