(s.m.) - L'immobiliarista di Capodimonte, condannato per l'omicidio della sua ex, tornerà sotto processo ad aprile. Stavolta per una torbida vicenda di estorsione e calunnia a danno di un'altra sua ex compagna.
La procura di Viterbo ha chiesto di mandare direttamente a giudizio gli arrestati di Genio e sregolatezza, la maxi inchiesta su una ventina di presunti appalti truccati nel Viterbese.
Si comincia. Il processo Cev entra nel vivo oggi con l'ascolto dei primi testimoni. La strada è lunga e dura: sono 350 le persone chiamate a testimoniare dalle difese. Molti testi coinciderebbero e gli avvocati si sono impegnati a dare una bella sfoltita alle liste. Gli unici realmente sfoltiti, almeno finora, sono gli imputati.
Parla in aula il bracciante vetrallese accusato di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, lesioni e minacce all'ex compagna.
Il giudice di pace di Viterbo ha sollevato il conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale. Ciò significa che sarà la Consulta a decidere se il Cavaliere debba rispondere di diffamazione contro Di Pietro.
Scagionati dall'accusa di lesioni per due certificati medici mancanti. E' finito così il processo a due tuscanesi finiti a giudizio per una violenta lite avvenuta il 19 dicembre 2009.
(s.m.) - Una condanna, sei rinvii a giudizio e tre patteggiamenti, tra cui quello del ristoratore Ivo Gobbino. E' il bilancio dell'indagine "Sfinge", su un traffico di immigrati egiziani scoperto a Viterbo nel 2008 da Digos e Squadra mobile.
(f.b.) - Spinto in macchina, portato al parco e buttato dentro una fontana. Ma, cadendo si è ferito, e per i presunti autori di quello scherzo sono iniziati i guai. Cinque ragazzi sono sotto processo per lesioni e sequestro di persona nei confronti di un 17enne.
Nuova udienza per i cinque lavoratori indiani presunte vittime di riduzione in schiavitù. Il processo in Corte d'Assise a Roma è continuato lunedì con l'ascolto di alcuni dei poliziotti che condussero l'indagine.
Lo ha minacciato con una pistola giocattolo per non pagargli un furgone. L'uomo, originario di Gallese, imputato per rapina ed estorsione, è stato condannato ieri a un anno dal tribunale di Viterbo.
E' stato condannato a sei mesi l'uomo evaso dai domiciliari per soccorrere la moglie. La sentenza è arrivata ieri mattina. Il giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni non ha creduto al 40enne di etnia sinti arrestato a dicembre per evasione.
Un anno e quattro mesi di reclusione. A tanto è stato condannato il macchinista di un treno, per aver dato un morso sul braccio a una ragazza. Era la primavera del 2011. L'uomo fu denunciato da una 18enne conosciuta sul treno.
Colpito in pieno viso da due carabinieri, li denuncia. Viene fermato tre volte in quattro mesi. All'ultima, sferra un calcio a un militare e finisce a giudizio per lesioni e resistenza. Se l'è cavata con una multa di 200 euro.
Era riuscita a "soffiargli" l'anello della madre, gioielli, due televisori e un tavolo. Merito del suo forte ascendente sul capo che, però, alla fine, l'ha denunciata per appropriazione indebita.
Si ricomincia. Paolo Esposito, i genitori Enrico Esposito e Maria Lorenzini e l'avvocato Mario Rosati tornano in aula. Stavolta tutti e quattro come imputati in un nuovo processo nato dal giallo di Gradoli.
Continua il processo all'imprenditore di Canino e a un indiano per riduzione in schiavitù cinque lavoratori. La vicenda giudiziaria, all'esame della Corte d'Assise di Roma, nasce dall'operazione Kunta Sing.
E' accusato di aver circuito una maestra in pensione sottraendole 40mila euro. L'ex parroco di Nepi don Giovanni Concordia è finito sotto inchiesta per circonvenzione di incapace.
Giudizio immediato per i cinque arrestati dell'operazione Night club. Lo ha chiesto e ottenuto il pm D'Arma, titolare dell'indagine che ha scoperto un presunto giro di prostituzione al locale New Chicago.
Indizi solidi e un alibi fragile. Scrive questo il giudice Marinelli sul caposala dell'Andosilla condannato per violenza sessuale. Pochi giorni fa, il deposito delle motivazioni della sentenza.
Chiedono due milioni di euro per presunti danni da inquinamento ambientale. Entrano così i comitati anti-discarica di Tuscania nel processo Longa Manus.
Ha patteggiato un anno e mezzo l'uomo arrestato la notte scorsa per furto. I carabinieri di Bassano Romano lo hanno fermato in via Roma. Aveva appena portato via un televisore da un'abitazione.
Er Batman di Anagni ha lasciato in mattinata il carcere romano di Regina Coeli. Peculato l'accusa che lo aveva fatto finire in manette i primi di ottobre.
Condannati per aver comprato, schiavizzato e fatto prostituire due ragazzine. Ma con quella sentenza le difese non concordano. Per questo impugnano la decisione della Corte d'Assise di Viterbo, che nel febbraio 2011 condannò gli otto presunti aguzzini di L. e A., baby-prostitute di 15 e 16 anni.
Il bracciante romeno 43enne fu condannato a tre anni permaltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, violenza privata, minacce e ingiurie. Gli avvocati sono pronti per il processo d'appello.
(s.m.) - "L'ho amata dal primo giorno, ma era una relazione impossibile". Un giovane uomo parla così della storia naufragata con la madre di suo figlio. La procura lo accusava di maltrattamenti sull'ex compagna, tra il 2007 e il 2008. Il giudice lo ha assolto.
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