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Giallo di Gradoli - Minacce, resistenza e favoreggiamento - L'avvocato: "Non vedo l'ora che cominci"

Inizia il processo a Rosati e agli Esposito

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L'avvocato Mario Rosati

L'avvocato Mario Rosati

Paolo Esposito

Paolo Esposito

Enrico Esposito e Maria Lorenzini

Enrico Esposito e Maria Lorenzini

Si ricomincia. Paolo Esposito, i genitori Enrico Esposito e Maria Lorenzini e l’avvocato Mario Rosati tornano in aula. Stavolta tutti e quattro come imputati in un nuovo processo nato dal giallo di Gradoli.

Il caso è noto: gli amanti-cognati Paolo Esposito e Ala Ceoban vengono condannati per l’omicidio di Tatiana Ceoban e della figlia 13enne Elena. Tatiana era sorella di Ala e convivente di Paolo. Ma i due avevano una relazione, presunto movente del duplice omicidio.

La Corte d’appello ha confermato l’ergastolo solo per Esposito, riducendo la pena per la badante 27enne a otto anni per favoreggiamento. Una vicenda giudiziaria lunga, complessa e non ancora finita: dopo i ricorsi in Cassazione della procura generale e della difesa, gli avvocati aspettano l’udienza davanti alla Suprema Corte.

Rosati ha difeso Esposito fin dalla prima ora, per poi ritrovarsi a sua volta sotto inchiesta. Minacce, resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento personale i reati contestati in concorso con gli Esposito, che devono rispondere solo delle prime due accuse.

“Siamo come soldati in una guerra fangosa – dichiara Rosati -. Non vedo l’ora che cominci. Non ho fatto assolutamente nulla e dimostrerò che le accuse sono del tutto infondate”.

L’inchiesta aperta dal pm Franco Pacifici riguarda un testimone del processo Gradoli: il fioraio Righi. Stando alle indagini, Rosati avrebbe cercato di volgere la sua deposizione in favore di Esposito. Da qui, l’accusa di favoreggiamento.

Resistenza e minacce si riferiscono, invece, ai colloqui con le assistenti sociali che si occupavano della figlia di Esposito e Tatiana. La bambina, che oggi ha dieci anni, all’epoca ne aveva appena sei. Dopo l’arresto del padre fu affidata prima al sindaco di Gradoli, poi a una casa famiglia e, infine, trasferita a Bologna, città in cui vive la nonna materna. Nell’ottica accusatoria, gli Esposito e Rosati avrebbero fatto pressioni per riavere la bimba a casa con loro.

Il processo inizierà il 24 gennaio alla sezione distaccata di Montefiascone, davanti al giudice Italo Ernesto Centaro.


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7 gennaio, 2013

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