Un armadio convertito a serra per coltivare marijuana. Lo hanno scoperto i carabinieri di Montalto di Castro in casa di un giovane vetrallese. Il ragazzo, finito a giudizio con la fidanzata per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, fu fermato dai militari il 25 aprile 2011.
(s.m.) - Restano dove sono gli arrestati di Genio e sregolatezza. Il tribunale del Riesame ha respinto i ricorsi contro l'ordinanza di custodia cautelare del gip di Viterbo. 13 gli indagati in manette o ai domiciliari. Tutti accusati, a vario titolo, di aver pilotato una serie di appalti, presumibilmente spartiti tra un gruppo di imprenditori, con l'aiuto di due funzionari del Genio civile.
L'ex giornalista dell'Opinione, indagata per corruzione, è comparsa ieri davanti al pm Lorenzo Del Giudice, titolare dell'inchiesta sulla macchina del fango contro il sindaco Pietro Tidei.
Nell'ambito dell'inchiesta "Centurione" del nucleo di polizia tributaria della Finanza di Roma che ha portato all'arresto di undici persone, c'è anche l'imprenditore Oliviero Sorbini, originario di Viterbo che però ora vive e lavora a Roma.
"Avevo fame e sono andato a fare la spesa". Si è giustificato così il 40enne di Salerno "pizzicato" dai carabinieri fuori casa. L'uomo non sarebbe potuto uscire: era agli arresti domiciliari e doveva scontare ancora undici mesi.
Era accusato di lesioni aggravate, violenza sessuale, violazione di domicilio e maltrattamenti in famiglia. Ma per il tribunale di Viterbo è innocente. I giudici lo hanno assolto perché il fatto non sussiste.
"Mi ha portata in magazzino, con la scusa di farmi vedere dei mobili. Poi mi ha afferrata da dietro e ha cominciato a strizzarmi i seni". Racconta a fatica la donna che ha denunciato il suo ex datore di lavoro per violenza sessuale. L'imputato è il proprietario di un mobilificio.
Si aprirà a marzo il processo all'ex badante e al figlio di Laura Antonelli. I due devono rispondere di circonvenzione di incapace, appropriazione indebita e truffa ai danni della celebre attrice.
L'imprenditore di Celleno è stato scarcerato ieri, dopo l'interrogatorio reso davanti ai pm. Arrestato dalla forestale nei due blitz scattati in un mese, Chiavarino deve rispondere di corruzione e di alcune turbative d'asta, comprese tra i 26 presunti appalti truccati scoperti dalla procura.
Lo hanno ripreso mentre faceva sesso con una giovane romena. Poi lo hanno ricattato: o ci dai 15mila euro, o spifferiamo tutto a tua moglie. Ora di quell'estorsione a sfondo sessuale, a danno di un commerciante viterbese, devono rispondere in sei, tutti romeni.
Ha patteggiato un anno con la condizionale la donna accusata di aver preso a schiaffi un'assistente sociale. Succedeva a Nepi, poco più di un mese fa. La 39enne fu arrestata per resistenza a pubblico ufficiale.
Assolto perché il fatto non costituisce reato. Con questa formula il tribunale di Viterbo ha scagionato un 30enne di Orte dall'accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
E' andata avanti fino al primo pomeriggio l'udienza per l'appaltopoli viterbese. Sul destino di sette arrestati del blitz "Genio e sregolatezza", il tribunale della libertà si è riservato.
Inizierà a febbraio e durerà centosessanta giorni l'incidente probatorio sul lago di Vico. L'accertamento servirà per verificare la presenza di arsenico e agenti nocivi tra il 2007 e il 2011, durante il mandato di sindaco di Sangiorgi e Cuzzoli.
Ha patteggiato quattordici mesi l'uomo che si piantò un chiodo in fronte per amore. Arrestato a marzo per sequestro di persona, era accusato di aver tenuto segregata in casa la moglie, senza permetterle di uscire.
Articoli: Si piantò un chiodo in testa per amore, arrestato - Sequestra in casa la moglie, arrestato - Si conficca un chiodo in testa per amore
Due anni e due mesi per aver pestato a sangue e ridotto ai lavori forzati le figliolette di 13 e 14 anni. Ha patteggiato il 37enne di Farnese arrestato ad agosto per maltrattamenti in famiglia.
Era accusato di aver estorto qualche centinaia di euro a un suo connazionale. Ieri mattina il giudice del tribunale di Viterbo Eugenio Turco lo ha assolto. Imputato, un egiziano residente a Sutri, arrestato nel 2004.
Ha provato a rintracciare il suo terzo rapinatore ma non ci è riuscito. Se lo troverà, lo ammazzerà. Maurizio Giorgetti non esita a prometterlo neanche in aula, davanti a un collegio di giudici. Il supertestimone del caso Emanuela Orlandi è parte offesa in un processo per rapina. Ieri, la sua testimonianza, con tanto di minacce di morte a un imputato.
Ha proposto a una società di comprare materiale aeronautico per 700 milioni di vecchie lire. Ma quei pezzi di ricambio, lui non li aveva. E così avrebbe intascato quei soldi senza dare nulla in cambio. Lasciando l'acquirente a bocca asciutta. Imprenditore di Capodimonte condannato per bancarotta fraudolenta.
Potrebbe essere morta per delle piaghe da decubito trascurate Carmela Buonanno. La donna, 79enne ricoverata in una casa di cura di Ladispoli, è morta lo scorso 28 novembre.
La moglie incinta di otto mesi ha un malore. Lui esce a chiamare aiuto, ma non potrebbe muoversi da casa: è agli arresti domiciliari. I carabinieri lo trovano in un bar e lo arrestano per evasione.
E' stato condannato a un anno e un mese B.I., 30enne romeno residente a Viterbo. L'accusa era violazione di domicilio e lesioni gravi, per aver sfondato la porta di casa del vicino per poi prenderlo a calci e pugni.
Nell'inchiesta sul calcioscommesse, si legge sul quotidiano online Repubblica.it, il pm di Cremona ha chiesto la proroga d'indagine per il difensore viterbese della Juventus e per altri 33 indagati.
Era andata in ospedale l'anno scorso per una protesi all'anca. E' uscita dopo sei mesi di agonia. Uccisa da un'infezione che, dalla mano, si è estesa a tutto l'organismo. Sulla morte della donna, sessantunenne residente a Sutri, la magistratura viterbese ha aperto un'inchiesta.
Arresti domiciliari per Giuliano Bilancini e Daniela Chiavarino. E' la prima indiscrezione sulle richieste di scarcerazione dei difensori di appaltopoli. L'ordinanza del gip di Viterbo Franca Marinelli era pronta alle 13,30. Sul contenuto, massimo riserbo anche con i difensori, che da stamattina fremevano nei corridoi del palazzo di giustizia.
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