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Viterbo - Grande partecipazione al corteo funebre organizzato dal comitato Cinema Trieste Aperto

La cultura protagonista per un giorno

di Maria Letizia Riganelli
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Il corteo funebre

Il flash mob in piazza del comune

Manuela Cannone a piazza del Teatro

– Prepotentemente la cultura torna protagonista.

Fatta prima uscire a calci da tutti gli spazi, ieri sera è rientrata dalla porta principale della città. Lasciando un pubblico che guardava per le strade quasi esterrefatto.

Il corteo funebre, organizzato dal comitato Cinema Trieste Aperto_Spazio cultura, ha superato davvero ogni più rosea aspettativa (fotocronaca).

Circa mille le persone che hanno partecipato all’iniziativa. Un corteo che a prima vista è sembrato uno spettacolo teatrale: vedove in lutto, trampolieri tristi, bande, musicisti, artisti e giocolieri. Tutti rigorosamente in lutto. Perché a Viterbo cultura non si sa più dove andarla a fare.

Questa la ragione che ha spinto tanti appassionati dell’arte a unirsi in un unico movimento per cercare di svegliare la coscienza degli amministratori.

Tutto è partito dalla chiusura del cinema Trieste. il 2 aprile scorso non è stato rinnovato il contratto d’affitto ai gestori e così uno dei pochi spazi rimasti in città per promuovere la cultura ha chiuso i battenti.

Ci sono voluti appena 20 giorni per capire che così non si poteva andare avanti. E ieri la dimostrazione di quanto uno spazio i viterbesi lo pretendano.

Il corteo, radunato alle 17,30 in piazza Adolfo, muove i primi passi alle 18. Puntando verso il Cinema Trieste. Solo un piccolo fiore per ricordare l’ennesimo spazio “caduto”. Poi in silenzio verso piazza del Teatro. Attraversando la città. Un serpentone nero e piangente rende omaggio a tutti quei luoghi dove un tempo divorare arte era ancora possibile.

E tra un marcetta funebre, un fiore e qualche lamento, il corteo alle 18,50 arriva in piazza del Comune attraversando ali di gente nel centro della città. Qualcuno applaude altri forse si chiedono cosa stiano facendo tutte quelle donne vestite a lutto.

In piazza del Comune ad attendere il corteo il sindaco Giulio Marini. Ma tra la massa dei partecipanti e il primo cittadino solo un accenno di saluto.

D’improvviso suonano gli allarmi del bombardamento e il corteo crolla al suolo.

E’ il flash mob che fa sobbalzare chi non partecipa e scoppiare in un fragoroso applauso tutti gli altri.

Poi di nuovo in corteo verso il teatro dell’Unione, per l’ultima tappa.

E più cammina per le vie del centro e più il corteo si ingrossa. I partecipanti aumentano. Ci sono i rappresentanti del teatro Valle occupato e tante associazioni. E ancora dirigenti scolastici, alunni, amministratori, politici da Alvaro Ricci a Luisa Ciambella, Andrea Egidi e Alessandro Mazzoli. Ma soprattutto tanti giovani. Loro che spesso si sono fatti notare più per la loro assenza, ieri erano la parte predominante.

Viterbo si è svegliata – dice entusiasta Marco Trulli, uno degli organizzatori dell’iniziativa – e se fino a poco tempo fa gli amministratori tenevano gli occhi chiusi ora saranno costretti ad aprirli. La nostra chiara volontà è quella di avere spazi per fare cultura, vogliamo costruire”.

Anche Manuela Cannone non sta nella pelle. “Siamo super contenti – dice con un sorriso a 54 denti -, è una meraviglia. Un successo. Ci sono tantissime realtà culturali presenti che non riesco nemmeno ad elencarle tutte. Ora dobbiamo sperare che questo gruppo che si è creato si mantenga unito e vada a lottare per ottenre degli spazi veri. Noi vogliamo fare cultura e farla davvero non come è stato fatto finora in modo frustrante”.


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22 aprile, 2012

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