(s.m.) – Un corso di poche lezioni sull’accessibilità dei disabili a Internet. A tenerlo alla Isa era Enrico Mingiacchi, web designer ma soprattutto nipote dell’ex direttore generale della Asl Roma H Luciano Mingiacchi, imputato a Viterbo per corruzione.
Se n’è parlato stamattina al processo all’ex numero uno della Asl Roma H. Imputati anche Patrizia Sanna, ex dirigente del servizio informatico alle Asl di Rieti e Roma H, e Riccardo Perugini, socio dell’azienda viterbese Isa, specializzata in forniture informatiche.
Una fetta dell’inchiesta sulla Asl viterbese riguarda anche loro. Proprio con la Asl di Viterbo, infatti, le aziende sanitarie romana e reatina stipularono convenzioni per la gestione del sistema informatico, che doveva diventare la fotocopia di quello viterbese. Stesse attrezzature e stesse forniture informatiche, firmate Isa spa.
Il consulente della procura, l’ingegnere Alessandroni, ha passato al setaccio le convenzioni, avviate tra gli anni 2003 e 2009, prima con Rieti, poi con Roma H. Per i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci furono un inutile sperpero di denaro, servito solo a movimentare il giro dei servizi in cambio di tangenti. Ma dalla Isa non la pensano così. “Quanto a sistemi informatici, le Asl di Rieti e Roma H eran0 messe maluccio – spiega in aula Giovanni Del Papa, che fino a pochi anni fa lavorava alla Isa -. Noi sistemisti dell’azienda abbiamo faticato a fare ordine tra i server. A Roma H, poi la situazione era tragica. Non c’era stato nessuno, prima di noi, che avesse pianificato un’attenta gestione del sistema informatico”.
Ma il fulcro dell’udienza è Enrico Mingiacchi. Per l’accusa, il nipote dell’ex dg avrebbe intascato 5mila euro al mese per tre anni, per un incarico di consulente della Isa. Un corso ai dipendenti che, per i pm, doveva essere la tangente pagata per riattivare la convenzione con Roma H, prorogata da Luciano Mingiacchi tra il 2006 e il 2009. “Il corso – spiega il nipote di Mingiacchi – era sull’accesso dei disabili al web. Fatturavo 5mila euro al mese, ma il mio guadagno netto, tasse escluse, era 1700 euro”.
Come parente dell’imputato, Enrico Mingiacchi potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere, ma non ne ha la minima intenzione. Ha preso un volo da Varsavia per venire in udienza e ora vuole parlare. Web designer dal ’94, ha alle spalle collaborazioni importanti. Cura il sito di Ligabue. Collabora con società americane. Ma agli inizi del 2000 la famiglia lo sottrae agli affari. I suoi genitori muoiono nel 2004. Per un lungo periodo deve accudirli. Alla Isa arriva nel 2006 tramite lo zio. Ma niente “spintarelle”: il colloquio fu tutt’altro che facile: “Perugini mi ha fatto nero. Mi ha tenuto per quattro ore a parlare di argomenti tecnici. Alla fine ha deciso che avevo delle competenze utili all’azienda e ho iniziato il corso”. Non ricorda quanto sia durata la collaborazione “Sicuramente è finita perché Perugini mi disse che costavo troppo”.
Dopo di lui parla un altro ex dipendente Isa Fabio Baleani. Rinviato, invece, l’ascolto del maresciallo Piergiorgio Scoparo, sulle intercettazioni raccolte durante le indagini. Il processo è aggiornato a luglio.
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