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Corruzione - Parla Giorgio Galbiati, ex direttore della Asl di Rieti ed ex commissario a Roma H - Consulenza della difesa opposta a quella dell'accusa

“Tangenti? Ma scherziamo?”

di Stefania Moretti

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Luciano Mingiacchi, ex direttore generale della Asl Roma H

Luciano Mingiacchi, ex direttore generale della Asl Roma H

Giorgio Galbiati

Giorgio Galbiati, testimone al processo

Viterbo – Dicono l’uno il contrario dell’altro. Resta solo da capire chi ha ragione.

Al processo per le presunte mazzette a due ex dirigenti delle asl di Rieti e Roma H, parla il consulente della difesa Claudio Trucchi.

La sua relazione è l’opposto di quella dell’ingegner Alessandroni, consulente dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci.

Si parla delle convenzioni tra aziende sanitarie per gestire i servizi informatici; il modello della asl di Viterbo, che si affidava all’azienda viterbese Isa, viene esportato, tra il 2003 e il 2005, prima a Rieti e poi a Roma H. Ma quanto costava? Troppo per il consulente dell’accusa. Poco, per quello della difesa. E le due relazioni, sullo stesso tema, sono come il giorno e la notte. 

Laddove Alessandroni parla di costi esorbitanti per le asl di Rieti e Roma H, che avrebbero risparmiato scegliendo aziende locali piuttosto che la viterbese Isa, Trucchi esalta le convenzioni. “A parità di forniture, i prezzi erano più bassi di quelli della ditta che, anni prima, si era aggiudicata l’appalto”. Trucchi riporta esempi pratici: solo per la gestione paghe, la asl di Roma H pagava 476mila euro, contro i 267mila della convenzione con la asl di Viterbo, dal 2005 in poi.

Quattro testimoni in tutto, tra cui Giorgio Galbiati, ex direttore generale della asl di Rieti ed ex commissario straordinario della asl di Roma H. Un tempo indagato anche lui per presunte tangenti e corruzione. Proprio come gli attuali imputati al processo, Luciano Mingiacchi, successore di Galbiati a Roma H, e Patrizia Sanna, dirigente del servizio informatico prima a Rieti e poi a Roma H, accusati anche loro di intascare tangenti mensili, mentre il terzo imputato, il socio Isa Riccardo Perugini, avrebbe fatto da ‘collettore’.

Centinaia di migliaia di euro di presunte mazzette. Un tesoretto. Perché, secondo l’accusa, per favorire la Isa e quindi il ‘metodo convenzioni’, Mingiacchi avrebbe preso dall’azienda viterbese 5mila euro al mese dal 2005 al 2009. Sanna anche 2mila euro dal 2003 al 2005, fin da quando lavorava a Rieti.

Per Galbiati, la procura ha chiesto l’archiviazione tre anni fa. E all’udienza di ieri, è stato un po’ Galbiati show: sciorinando tutto il suo curriculum, l’ex commissario di Roma H avrebbe parlato per un giorno intero. I giudici sono stati costretti a bloccarlo, ma Galbiati si è sfogato: “A casa mia sono venuti a perquisirmi in sette. Cose sconvolgenti: come si può pensare che abbia preso tangenti? La asl di Rieti non ha pagato un euro per la convenzione con Viterbo: la sanità era in ritardo di due anni con le fatture ai fornitori. Si pagava a babbo morto”.

Galbiati non si prende da solo la responsabilità di aver dato l’ok alla convenzione con la asl di Viterbo: “Prima di me firmarono il direttore amministrativo e il direttore sanitario. Avevamo convenzioni con mille altre asl e società”.

Nulla da eccepire sui servizi della Isa: gli altri testimoni parlano di “gestione medievale del sistema informatico a Rieti come a Roma H”, prima della convenzione con Viterbo.

E Galbiati tesse le lodi dell’imputata Patrizia Sanna. Anche se non avrebbe mai preso una laurea (pur avendo esibito un falso diploma per ottenere il posto di dirigente del servizio informatico alla asl): lo dice la Corte dei conti che, in primo grado, l’ha condannata a pagare quasi 900mila euro di danno erariale. Eppure a Galbiati, così attento a titoli e curricula, non importava niente: “Patrizia Sanna era un miracolo, in una situazione disastrosa come quella. Dalla asl di Rieti, l’ho portata a Roma H a lavorare con me perché è una persona seria e una dirigente produttiva”.

Prossima udienza a maggio. Tra i testimoni della difesa Mingiacchi, anche l’ex direttore generale della asl di Viterbo Giuseppe Aloisio, imputato nel troncone principale del processo.

Stefania Moretti


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22 aprile, 2015

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