Canino – Trent’anni per omicidio volontario.
Il massimo della pena e senza attenuanti per Sofian Gheorghe, il bracciante romeno 41enne arrestato il 23 settembre 2014 per aver ucciso la sua compagna a coltellate.
La sentenza arriva a tredici mesi precisi dal delitto, nel segreto di un piccolo appartamento in via Domenico Giannini 31. Gheorghe si consegnò spontaneamente ai carabinieri: li chiamò subito dopo e confessò. “Correte, ho fatto un casino!”. Sul posto si precipitarono gli uomini della stazione locale e poi i colleghi del nucleo operativo radiomobile di Tuscania.
Dai rilievi risultò che Gheorghe aveva affondato almeno sette volte il coltello nel corpo della compagna, la 31enne Elena Stangu: colpi vibrati con violenza tra il viso e il petto per gelosia. E da lì in poi solo il carcere.
Il suo avvocato, Serena Celestini, aveva chiesto il parere di uno psichiatra forense che, visitando l’imputato, si era accorto di un disturbo bipolare. Per questo la difesa aveva chiesto di celebrare il processo con rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica. Richiesta respinta.
La procura era stata molto più morbida del tribunale: per Gheorghe, il pm Stefano D’Arma chiedeva la condanna a diciott’anni riconoscendo le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Per il gup Stefano Pepe, nessuna attenuante. Una decisione presa dopo un quarto d’ora scarso di camera di consiglio.
“Faremo sicuramente appello – annuncia l’avvocato Celestini -, non solo per l’entità della pena, ma anche per la mancata perizia psichiatrica che, a nostro avviso, avrebbe fatto luce su eventuali disturbi dell’imputato, emersi già a una prima visita del nostro consulente”.
Su Sofian Gheorghe pende una precedente condanna in primo grado per maltrattamenti sull’ex compagna e abusi sessuali sulla bimba di lei: quattro anni, dieci mesi e trentamila euro di provvisionale. Sentenza non definitiva e alla quale, in aula, non si è fatto alcun accenno, durante la discussione.
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