Viterbo – Quattro anni a Luciano Mingiacchi. Tre a Patrizia Sanna. Assolto Riccardo Perugini.
E’ la sentenza per il filone romano delle tangenti Asl, l’appendice del maxiprocesso sui presunti appalti truccati della Asl viterbese.
Il presidente del collegio Maurizio Pacioni (a latere Eugenio Turco e Filippo Nisi) ha letto il dispositivo alle 11,35, dopo più di un’ora e mezza di camera di consiglio.
Tre imputati per corruzione e turbativa d’asta (quest’ultima dichiarata prescritta): l’ex dirigente del servizio informatico delle Asl di Rieti e Roma H Patrizia Sanna, l’ex direttore generale della Asl Roma H Luciano Mingiacchi e il socio Isa Riccardo Perugini.
Cuore del processo, le convenzioni tra la Asl di Viterbo e le aziende sanitarie di Rieti e Roma H. La Asl viterbese, in pratica, estendeva a Rieti e Roma il suo stesso servizio di gestione dei pc dell’azienda. Servizio targato Isa e, per l’accusa, mantenuto foraggiando Mingiacchi e Sanna, mentre il socio Isa Perugini, avrebbe fatto da collettore delle tangenti.
Per i pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, Sanna e Mingiacchi avrebbero messo in tasca 5mila euro al mese dal 2005 al 2009. Più i 2mila euro mensili che la Sanna avrebbe percepito dal 2003 al 2005, quando dirigeva il servizio informatico della Asl reatina.
Perugini, unico viterbese della vicenda, era ritenuto collettore delle tangenti: è stato l’unico per il quale l’accusa ha chiesto l’assoluzione, mentre per Sanna e Mingiacchi i pm volevano la condanna a quattro anni.
Solo per i due condannati, il tribunale ha disposto anche la confisca di 250mila euro, considerato l’equivalente delle tangenti, e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
I risarcimenti alle Asl di Rieti, Roma H e Viterbo, costituitesi parte civile e che avevano chiesto somme ad almeno quattro zeri, saranno stabiliti dal tribuinale civile.
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