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Tribunale - Ronciglione - Due imputati sono stati processati con rito abbreviato, undici hanno patteggiato - 15 anni e 9 mesi e 260mila euro di multe la pena complessiva

Tsunami della droga, 13 condanne

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Operazione Tsunami dei carabinieri - Gli arrestati

Operazione Tsunami dei carabinieri – Gli arrestati

Operazione Tsunami dei carabinieri - Un panetto di droga

Operazione Tsunami dei carabinieri – Un panetto di droga

Operazione Tsunami - Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami – Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri

Operazione Tsunami - Il flusso della droga

Operazione Tsunami – Il flusso della droga

Ronciglione – Tsunami della droga, tredici condanne.

E’ arrivata intorno alle 15 la sentenza del giudice Savina Poli per tredici dei 21 arrestati di Tsunami, l’operazione antidroga scattata a Ronciglione e dintorni all’alba del 2 novembre di un anno fa.

La pena, complessiva, è stata di 15 anni e nove mesi e 260mila euro. Dei tredici imputati, due sono stati processati con rito abbreviato, gli altri hanno patteggiato potendo beneficiare in entrambi i casi dello sconto di un terzo della pena. Per i due processati con rito abbreviato la pm Paola Conti ha chiesto un anno di reclusione e 800 euro di multa e un anno e mezzo di reclusione e 800 euro di multa. Il giudice li ha condannati rispettivamente a sei mesi di reclusione e mille euro di multa e otto mesi e 1,600 euro.

Dei 21 arrestati, solo in quattro hanno deciso di affrontare il processo con rito ordinario, fiduciosi di poter dimostrare in dibattimento la propria innocenza dopo che la pm Conti ha deciso di andare subito al sodo saltando l’udienza preliminare. Per i quattro (Matteo Gambaccini, Sandro Soviero, Akl El-Said Akl Abouelseoud detto “Amin” e Alessandro Ferrari) il processo è iniziato a maggio davanti al collegio dei giudici presieduto da Rita Cialoni; a latere Giacomo Autizi e Filippo Nisi.

L’indagine Tsunami dei carabinieri di Ronciglione ha portato alla luce uno spaccio localizzato soprattutto nella bassa Tuscia, tra Ronciglione, Caprarola, Sutri, Nepi e Bracciano. La droga proveniva dalla capitale: hashish e marijuana ma anche cocaina. I militari avrebbero documentato numerosi episodi di spaccio anche a minorenni, in qualche caso sentinelle molto attive nel dare una mano agli spacciatori a dribblare controlli e posti di blocco delle forze dell’ordine.

21 posizioni tutte diverse, alcune più delicate e compromesse di altre. Tra gli episodi più gravi, lo spaccio fuori dall’istituto alberghiero di Caprarola o dal pronto soccorso di Ronciglione dove un infermiere si sarebbe dato appuntamento con uno degli arrestati per farsi consegnare sostanza stupefacente. 

Tra gli arrestati anche due egiziani, gestori della frutteria sulla circonvallazione chiusa sul finire del 2015. Un’altra centrale dello spaccio, secondo quanto raccolto dagli inquirenti.

Tra novanta giorni i tredici condannati conosceranno le motivazioni della sentenza.


I condannati

Gli imputati giudicati con rito abbreviato:
Alessandro Clementi detto “Parpa”, condannato a otto mesi di reclusione e 1600 euro di multa;
Cristian Cencioni, condannato a sei mesi di reclusione e mille euro di multa.

Gli imputati che hanno patteggiato la pena:
Luca Soviero detto “Sco”, condannato a un anno e sei mesi di reclusione e 2mila euro di multa;
Francesco Piferi detto “Fagiolo”, condannato a un anno e otto mesi di reclusione e 1400 euro di multa;
Simone Gambaccini, condannato a un anno e quattro mesi di reclusione 1600 euro di multa;
Pietro Caldarelli, condannato a otto mesi di reclusione e mille euro di multa;
Mohamed Mansour Mansour Eissa, condannato a un anno e sei mesi di reclusione e 1200 euro di multa;
Matteo Moretti, condannato a nove mesi di reclusione e 4mila euro di multa;
Gabriele Altigieri, condannato a dieci mesi di reclusione e 2mila euro di multa;
Stefano Egidi detto “Stefanino”, condanno a un anno di reclusione e 3mila euro di multa;
Mariano Di Donato, condannato a dieci mesi di reclusione e 3mila euro di multa;
Stefano Cristofori detto “Bicchierino”, condannato a dieci mesi di reclusione e 3mila euro di multa;
Paul Liviu Baciu, condannato a otto mesi e 1200 euro di multa.


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9 dicembre, 2016

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