--

--

Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Vetralla - Una geografia ampia e complessa descritta dalla magistratura nel 2005 - Oggi la copertura a protezione dell'area, messa insicurezza nel 2009, è diventata un colabrodo

Discarica del Cinelli, dieci regioni e 29 province coinvolte

di Daniele Camilli

Caffeina-Tutankhamon-9-11-18-560x80-ok

Vetralla-Cinelli - I sondaggi del 2006 abbandonati nella discarica

Vetralla-Cinelli – I sondaggi del 2006 abbandonati nella discarica

Vetralla-Cinelli - I punti di rottura della copertura della discarica

Vetralla-Cinelli – I punti di rottura della copertura della discarica

Vetralla-Cinelli - L'area della discarica

Vetralla-Cinelli – L’area della discarica

Vetralla-Cinelli - I sondaggi del 2006 abbandonati nella discarica

Vetralla-Cinelli – I sondaggi del 2006 abbandonati nella discarica

Vetralla-Cinelli - Tana di animale all'interno della discarica

Vetralla-Cinelli – Tana di animale all’interno della discarica

Vetralla-Cinelli - Capre nell'area della discarica

Vetralla-Cinelli – Capre nell’area della discarica

Vetralla-Cinelli - La provincia di provenienza dei rifiuti pericolosi - Elaborazione Tusciaweb

Vetralla-Cinelli – La provincia di provenienza dei rifiuti pericolosi – Elaborazione Tusciaweb

Vetralla-Cinelli - La regione di provenienza dei rifiuti pericolosi - Elaborazione Tusciaweb

Vetralla-Cinelli – La regione di provenienza dei rifiuti pericolosi – Elaborazione Tusciaweb

Vetralla-Cinelli - Capre nell'area della discarica

Vetralla-Cinelli – Capre nell’area della discarica

Vetralla-Cinelli - I lavori di messa in sicurezza della discarica nel 2009

Vetralla-Cinelli – I lavori di messa in sicurezza della discarica nel 2009

Vetralla-Cinelli - I punti di rottura della copertura della discarica

Vetralla-Cinelli – I punti di rottura della copertura della discarica

Vetralla – Una geografia ampia e complessa. Dieci regioni e 29 territori provinciali interessati. Rifiuti provenienti soprattutto dal nord, scaricati poi nell’area della discarica del Cinelli, comune di Vetralla. Tra il 2002 e il 2005, quando i carabinieri del Noe sequestrarono tutto. Su ordine della magistratura. Perché all’interno del sito, destinato al ripristino ambientale, c’erano invece migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi. Messi poi in sicurezza nel 2009.


Multimedia: La bomba ecologica della discarica del CinelliVideo


Oggi, la copertura messa a protezione dell’area ha ceduto in più punti, sversando il terriccio anche in una pozza d’acqua dove si abbeverano gli animali. Pecore e capre ci pascolano sopra. Altri animali hanno iniziato anche a fare la tana. Dentro la discarica stessa. Infine, i sondaggi fatti nel 2006 per verificare lo stato di inquinamento sono ancora lì. Abbandonati nell’area della diacarica. Come se nulla fosse.

Da dove provenivano i rifiuti scaricati al Cinelli lungo via San Salvatore, nel bel mezzo di una zona agricola di grande valore, anche ambientale, a un tiro di schioppo dall’area archeologica etrusca di Norchia e a diretto contatto con una falda acquifera?

Nella cava del Cinelli, tra il 2002 e il 2005, come riporta la documentazione raccolta all’epoca dalla Procura di Viterbo, sono stati scaricati rifiuti provenienti da una trentina di aziende, 10 regioni e 29 province.

I rifiuti arrivavano dalle province di Lucca (Toscana), Pistoia (Toscana), Latina (Lazio), Vicenza (Veneto), Udine (Friuli-Venezia Giulia), Treviso (Veneto), Frosinone (Lazio), Modena (Emilia-Romagna), Parma (Emilia-Romagna), Macerata (Marche), Padova (Veneto), Verona (Veneto), Trieste (Friuli-Venezia Giulia), Ancona (Marche), Ferrara (Emilia-Romagna), Bologna (Emilia-Romagna), Belluno (Veneto), Savona (Liguria), Vercelli (Piemonte), Milano (Lombardia), Viterbo (Lazio), Torino (Piemonte), Massa- Carrara (Toscana), Venezia (veneto), Firenze (Toscana), Lodi (Lombardia), Terni (Umbria), Siena (Toscana), Bergamo (Lombardia).

Quale percorso seguivano? Lo hanno spiegato i magistrati Stefano D’Arma e Franco Pacifici della Procura di Viterbo convocati dalla commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse il 29 giugno 2005.

“Risponderò – dichiarava Stefano D’Arma in commissione – riguardo ai centri di stoccaggio nei quali avvenivano le operazioni che noi riteniamo fittizie”. “Del primo abbiamo già trattato, si tratta della C&C Srl, che ha una doppia sede nel Veneto, a Venezia e a Pernumia, in provincia di Padova. Un altro centro è della Agroter Srl, ubicato in Campania…Un’altra società coinvolta è la Ecos Srl, che si occupa di un centro di stoccaggio e ha sede in Barberino Val d’Elsa, in provincia di Firenze; un’altra ancora è la Eco Arena Spa, quella che riceveva le ceneri delle acciaierie, con sede a Bussolengo, in provincia di Verona; infine, il consorzio Milano Pulita aveva contatti con la Servizi Ecologici Valdichiana, con sede in provincia di Arezzo e con vari centri di stoccaggio tra cui l’impianto della Guinza Grande Green, che ha sede a Montalto di Castro. Non so se quest’ultima sia la società interessata dal procedimento cui si è fatto riferimento in precedenza. Queste sono le precisazioni relative ai centri di stoccaggio. Per quanto riguarda il comune inquinato, si tratta di Vetralla…Per quanto attiene al modo in cui ha avuto inizio l’indagine, si può affermare che lo strumento normativo dell’articolo 53-bis in effetti è molto efficace perché consente di costruire bene l’ipotesi di reato. Infatti, a noi basta l’esistenza di un flusso di rifiuti in ipotesi illecito per affermare che c’è una attività illecita organizzata, continuativa e così via”.

“Questo – proseguiva D’Arma – ci ha consentito di attivare le intercettazioni telefoniche. Questa modalità mi ha ricordato, anche se in forma più complessa, quella delle indagini relative ai traffici di droga, per le quali si comincia da un’ipotesi di spaccio e poi se ne individuano quasi sempre altre 10, perché si tratta di soggetti che si incrociano. In questo caso, abbiamo cominciato da un flusso illecito di rifiuti e poi sono emersi tutti quelli di cui abbiamo parlato, vale a dire una decina di casi. In ogni caso, l’articolo 53-bis ci ha consentito di adottare uno strumento investigativo che è risultato decisivo nel proseguimento delle indagini…Gli intermediari erano quasi sempre gli stessi, per il 90 per cento. Diverse società facevano capo alle stesse persone fisiche. Il trait d’union era costituito proprio dalle figure degli intermediari, che fungevano da collegamento tra tutte le operazioni illecite…Questi intermediari erano la Mondo Ambiente Srl e la Servizi e Ambiente Srl, società del nord Italia”.

I rifiuti scaricati si suddividono in fanghi di cartiera e materiali diversi dai fanghi di cartiera. In tutto circa 173 mila tonnellate. Toscana (circa 84 mila e 800 tonnellate), Lazio (c. 6 mila e 900t.), Emilia-Romagna (c. 7 mila e 700 t.), Veneto (c. 43 mila e 800 t.), Friuli-Venezia Giulia (c. 11 mila e 500 t.), Marche (c. mille e 300 t.), Liguria (c. 4 mila e 600 t.), Piemonte (c. 2 mila e 500 t.), Lombardia (c. mille e 900 t.), Umbria (c. 56 t.). A questi vanno aggiunte 339 tonnellate di cui non è stata individuata la provincia di provenienza.

Dividendo i dati regionali in fanghi di cartiera e rifiuti diversi otteniamo. Fanghi di cartiera: Toscana (c. 79 mila e 800 t.), Lazio (c. 6 mila e 600 t.), Emilia-Romagna (c. 7 mila e 700 t.), Veneto (c. 20 mila e 600 t.), Friuli-Venezia Giulia (c. 11 mila e 500 t.), Marche (c. mille e 300 t.), Liguria (c. 3 mila e 600 t.), Piemonte (c. 2 mila e 500 t.), Lombardia (c. 704 t.). Altri rifiuti: Toscana (c. 4 mila e 900 t.), Lazio (c. 250 t.), Veneto (c. 23 mila e 100 t.), Liguria (c. 999 t.), Lombardia (c. mille e 200 t.), Umbria (c. 56 t.).

I rifiuti contenenti sostanze pericolose possono invece essere così distribuiti:

1) Fanghi di cartiera: 5.211.960 kg (2003-2005) eccedenti i parametri COD e Nichel provenienti dalla provincia di Trieste; 216.720 kg eccedenti i parametri COD (2004-2005) dalla provincia di Belluno; 66.467.250 kg eccedenti i parametri COD cloruri e floruri (2002-2005), dalla provincia di Lucca. Tutti i materiali eccedevano i parametri consentiti dalla legge, vale a dire quelli riportati nella tabella III allegata al DMA del 02.05.1998. Il conferimento pare avvenisse con l’intermediazione di una società della provincia di Lucca e con l’ausilio tecnico consistito nella effettuazione di test di cessione ed analisi ideologicamente false o incomplete.

2) Ceneri pesanti e scorie: 22.451.344 kg – ceneri provenienti da impianti di termovalorizzazione di rifiuti solidi urbani del nord Italia ed inceneritori di rifiuti sanitari a rischio infettivo, inidonei ad essere smaltiti al Cinelli – eccedenti i limiti relativi al piombo, nichel, COD e PH tabella III DMA 5.02.1998 (2003-2004), dalla provincia di Padova. Anche in questo caso il conferimento sembra sia avvenuto con l’intermediazione di una società della provincia di Lucca e con analisi e test ideologicamente falsi.

3) Rifiuti aventi codice CER 19-02-04 (miscugli di rifiuti contenenti almeno un rifiuto pericoloso): 556.460 kg, incompatibile con qualsiasi destinazione a recupero (2003), dalla provincia di Venezia, a quanto pare tramite l’intermediazione di una società della provincia di Lucca.

4) Terricciato, in verità rifiuti pericolosi avente codice CER 19 12 11: 117.750 kg (di apparente terricciato), dalla provincia di Massa-Carrara eccedenti i limiti nel nichel, piombo, cadmio con analisi e test ideologicamente falsi e incompleti.

5) Rifiuti pericolosi codice CER 06 05 02 (fanghi contenenti sostanze pericolose), 188.940 kg (2005), dalla provincia di Venezia ; codice CER 17 05 03 (terra e rocce contenenti sostanze pericolose), 268.800 Kg (2004), dalla provincia di Siena; codice CER 10 01 04 (ceneri leggere di olio combustibile e polveri di caldaia) 1.031.160 kg (2004-2005), dalla provincia di Lodi; 56.620 kg (2004), dalla provincia di Terni, e 339.480 kg di cui non siamo riusciti ad individuare la provincia di provenienza (2003); codice CER 01 04 07 (rifiuti contenenti sostanze pericolose, prodotti da trattamenti chimici e fisici minerali non metalliferi) 4.725.260 kg (2004-2005) dalla provincia Firenze, 98.740 kg (2005) dalla provincia di Milano e 131.560 kg (2005) dalla provincia di Bergamo.

Ripartendo poi i quantitativi per regione, la situazione che emerge è questa: Friuli-Venezia Giulia, oltre 5 mila e 200 tonnellate, Veneto oltre 23 mila e 400 t., Toscana oltre 71 mila e 500 t., Lombardia, oltre mille e 200 t. e infine Umbria con più di 56 t. Se infine andiamo a considerare gli anni, si passa dalle 29 mila e 700 tonnellate del 2002 alle 35 mila e 700 dell’anno successivo fino alle 9 mila e 900 del 2005. Anno, quest’ultimo – è bene ricordarlo – del sequestro della discarica.

Sul banco degli imputati, dunque, COD (Chemical Oxygen Demand, un indice che misura il grado di inquinamento dell’acqua) e Nichel, piombo derivante da Ceneri pesanti e scorie, cadmio, ceneri leggere di olio combustibile e polveri di caldaia, rifiuti prodotti da trattamenti chimici e fisici minerali non metalliferi.

Daniele Camilli


Articoli: Oltre 140 mila tonnellate di rifiuti pericolosi – Discarica del Cinelli, una bomba ecologica che rischia di esplodere

2 luglio, 2018

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR