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Bologna - Inferno in tangenziale - Parla dall'ospedale il poliziotto eroe - Forse un colpo di sonno alla base della tragedia

“Non siamo Rambo, il primo pensiero era salvare le vite”

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Inferno in tangenziale a Bologna - Il poliziotto Riccardo Muci in ospedale

Inferno in tangenziale a Bologna – Il poliziotto Riccardo Muci in ospedale

Inferno in tangenziale a Bologna - Il premier Giuseppe Conte incontra il poliziotto Riccardo Muci in ospedale

Inferno in tangenziale a Bologna – Il premier Giuseppe Conte incontra il poliziotto Riccardo Muci in ospedale

Bologna - Tir esplode sul raccordo

Bologna – Tir esplode sul raccordo

Bologna – “Non siamo Rambo, il primo pensiero era salvare le vite”. Lo dice dal suo letto d’ospedale il poliziotto eroe del drammatico incidente sulla tangenziale di Bologna. E’ il 31enne d’origine pugliese Riccardo Muci, rimasto ustionato mentre prestava soccorso agli automobilisti un attimo prima dell’esplosione, scendendo di corsa dalla sua auto di servizio: “Se mi dovessi ritrovare in una situazione simile, farei lo stesso”.

“L’esplosione mi ha travolto, letteralmente. Se ho avuto paura? La paura è un sentimento normale, è giusto che ci sia in ognuno di noi – ha spiegato – è il comprendere la paura che ci permette di tornare a casa. Non siamo dei Rambo ma siamo innanzituttto degli esseri umani. In quel momento non mi sono lasciato trascinare dalle emozioni. Il mio primo pensiero è stato quello di capire l’entità del danno e mettere in salvo quante più persone possibili”.

L’agente del commissariato Santa Viola è sceso dalla volante per allontanare gli altri automobilisti e bloccare il traffico. In questo modo ha salvato delle vite, mettendo al riparo tutti prima che il gas contenuto nell’autocisterna esplodesse come una bombola.

Adesso è ricoverato al reparto grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena e questa mattina il premier Conte lo ha incontrato per ringraziarlo.

Il bilancio definitivo del drammatico incidente stradale sul raccordo tra l’A14 e l’A1 nei pressi di Casalecchio è di un morto e 145 feriti, di cui quattro in gravi condizioni seppur non in pericolo di vita.

Nell’incidente è morto l’autista dell’autocisterna che ha tamponato il tir che lo precedeva, provocando l’esplosione. Si tratta di Andrea Anzolin, 42 anni, vicentino che lavorava per un’impresa di commercio e distribuzione di carburante della provincia di Vicenza. Era un autista esperto, che da molti anni guidava mezzi che trasportano materiale infiammabile

Intanto è stata riaperta una carreggiata per garantire il ripristino del traffico in una fase dell’anno molto importante. Secondo le prime stime serviranno circa cinque mesi di lavoro per la ricostruzione e sistemazione del tratto interessato.

Secondo la procura di Bologna all’origine dell’incidente che ha poi causato l’esplosione dell’autocisterna e la conseguente reazione a catena che ha coinvolto altri mezzi, la zona circostante e che ha causato il crollo di parte del ponte, vi potrebbe essere un colpo di sonno.

La procura ha aperto una inchiesta a carico di ignoti per disastro colposo, omicidio e lesioni colpose stradali plurime per la tragica esplosione. 


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7 agosto, 2018

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