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Stato di diritto - Spedizione intimidatoria contro la libertà di stampa e sindacale, va fatta chiarezza - VIDEO

Continueremo a “rompere il cazzo” e a scrivere “un sacco di stronzate”…

di Carlo Galeotti
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Viterbo - Un momento dell'aggressione verbale al giornalista di Tusciaweb e ai sindacalisti della Cgil

Viterbo – Un momento dell’aggressione verbale al giornalista di Tusciaweb e ai sindacalisti della Cgil

Viterbo - Il volantinaggio della Cgil a Castel d'Asso

Viterbo – Il volantinaggio della Cgil a Castel d’Asso

Viterbo - Il volantinaggio della Cgil a Castel d'Asso

Viterbo – Il volantinaggio della Cgil a Castel d’Asso

Viterbo – Una certezza: continueremo “a rompere il cazzo” e a scrivere “un sacco di stronzate”… E continueremo a fare chiarezza.

Due domande. E’ possibile fare attività giornalistica nella Tuscia? E’ lecito fare attività sindacale?

Non è la prima volta che giornalisti di Tusciaweb si vedono intimare di farla finita. Di smetterla. Di impicciarsi dei fatti propri. A tutti lor signori vogliamo spiegare due cose. Primo: nessuno di noi si intimidisce per una azione squadrista o altro. Secondo: continueremo a fare il nostro lavoro. E continueremo a fare cronaca. Che, come spesso mi vien da spiegare, è il livello più alto del nostro mestiere.

Questa volta ci sembra si sia andati oltre qualsiasi limite. E non possiamo non chiedere alla magistratura, al prefetto, alle forze dell’ordine, ma anche alla politica di fare chiarezza su l’inquietante episodio che ha visto protagonisti un nostro giornalista e i sindacalisti della Cgil.

Un episodio tanto più inquietante, tanto più l’azione dei sindacalisti e del giornalista era attività normale. Quotidiana. Attività entrambe salvaguardate dalla costituzione. E non da leggine d’occasione.

È bene ricordare che l’articolo 39 della costituzione stabilisce che: “L’organizzazione sindacale è libera”. E l’articolo 21 sancisce che: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Come dire che contrastare queste due libertà in modo più o meno violento è fatto grave.  Che mette in discussione le fondamenta dello stato di diritto in questa nazione.

Ebbene sì. Vogliamo sapere se siamo ancora in uno stato di diritto e se possiamo continuare a fare il nostro mestiere. Ma questa volta vogliamo capire che cosa si cela dietro questa spedizione intimidatoria che ha visto come bersaglio il nostro reporter Daniele Camilli e i sindacalisti della Cgil.

Vogliamo capire se i protagonisti della spedizione sono stati identificati. Se ci sono profili di reato. Che cosa la politica voglia fare per questo caso.

Vogliamo capire perché una serie di persone, adulte e vaccinate, si sono tanto agitate per una banale attività sindacale di informazione e tutela. E per una altrettanto banale attività giornalistica.

Vogliamo anche capire che cosa sarebbe successo, se sul posto non ci fossero stati gli uomini della Digos. Se non ci fossero stati gli uomini della polizia, come sarebbe andata a finire la vicenda?

Il tutto ci appare estremamente grave. E appare ancor più grave visto che sia le forze dell’ordine che la magistratura, come abbiamo documentato in questi mesi, sono impegnati nella lotta contro il caporalato che anche in questa provincia ormai dilaga.

Vogliamo anche capire se i ragazzi immigrati abbiano qualche diritto, come lavoratori e come cittadini. O siano semplici schiavi.

Tra le altre cose, l’iniziativa della Cgil puntava a fornire gilet catarifrangenti ai ragazzi immigrati che la sera tornano dai campi in bicicletta, spesso senza luci e mettendo in pericolo loro stessi e gli altri utenti della strada. Insomma un modo per fare in maniera che non ci scappi il morto.

E va detto che in questo caso tocca a chi di dovere spiegare a questi ragazzi quali siano le regole in questa nazione. Sanzioni comprese. A loro tutela e a tutela di tutti.

Sono mesi che andiamo dicendo questa cosa, e solo la Cgil ci ha presi sul serio.

Ora aspettiamo che su questa indecente vicenda si faccia piena luce. Intanto non possiamo non notare che la solidarietà con Tusciaweb è stata trasversale. Dalla destra alla sinistra. Qualcuno manca. Ma, insomma, è una buona prova che il tessuto connettivo e democratico di questa nazione, tiene. Nonostante tutto.

Carlo Galeotti


Video: Castel d’Asso, uno dei momenti dell’aggressione

Articoli: Le Sardine: “Viviamo attualmente in una nazione dove l’odio dilaga”  – Il presidente della Provincia Nocchi: “Impossibile accettare forme di violenza fisica e verbale nei confronti di chi svolge il proprio lavoro” – Giampieri (FdI): “Gravissima l’aggressione subita dal giornalista Daniele Camilli”“Camilli ti devi fare i cazzi tuoi, devi sparire, stai a rompe il cazzo in continuazione…” di Daniele Camilli – Marco Nati e Massimiliano Venanzi(Cgil) raccontano l’aggressione di ieri sera nelle campagne di Castello d’Asso: “Un’intimidazione in piena regola, con toni e atteggiamenti minacciosi…” – Bonafoni e Ragonese: “Continueremo la lotta al caporalato” – Il sindaco di Canepina Moneta: “Aggressione grave e pericolosa” – Troncarelli: “Si tuteli il diritto di cronaca e si allontani lo spettro dello sfruttamento dei migranti” – Il sindaco Arena: “Solidarietà a Camilli, Tusciaweb e i sindacalisti” – Viterbo 2020: “Ogni forma di intimidazione deve essere condannata” – Pomante e Azzola: “Spedizione punitiva dai toni esacerbati, alterati ed intimidatori” – Leoni (Prc-Se): “Condanniamo pratiche antisindacali e solidarietà a Flai-Cgil e a Camilli” – Lega Viterbo: “Aggressione a Camilli, inaccettabile un atto così vile” – Panunzi (Pd): “Camilli e i sindacalisti stavano facendo il loro lavoro con impegno e professionalità” – L’assessore regionale Di Berardino: “Dopo i fatti di Castel d’Asso subito una riunione della rete agricola di qualità” – Prosperi (Pd): “Gravissima l’aggressione al giornalista di Tusciaweb” – Ognibene (LeU): “Un gesto vile e spregevole” – Benedetti (Pd): “Bisogna rompere il silenzio” – Battistoni (FI): “Il giornalista Camilli aggredito durante un’inchiesta, un atteggiamento barbaro”


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26 gennaio, 2020

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