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Viterbo - Un lavoro sulle marginalità e sull'invisibilità dello sfruttamento lavorativo

“Le foto di Camilli sono uno schiaffo in faccia al conformismo razzista”

di Marco Trulli
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Viterbo – Cosa vediamo tutti i giorni? Qual è la nostra posizione, da osservatori, nei confronti del paesaggio – umano, sociale, naturale etc. – che tutti i giorni guardiamo distrattamente dal finestrino dell’automobile o camminando? E cosa non vediamo?

Queste domande sono al centro del progetto At home di Daniele Camilli, una serie di immagini stampate e affisse sui cartelloni pubblicitari della città di Viterbo.


Viterbo - L'esposizione fotografica At Home

Viterbo – L’esposizione fotografica At Home


Un’indagine su volti, gesti e simboli emersa durante l’emergenza Covid 19 che Camilli ha portato avanti lavorando sulle marginalità, sull’invisibilità dello sfruttamento lavorativo, della condizione dei migranti o di altre situazioni di confine.



Un’operazione che, grazie all’uso del bianco e nero e alla selezione di alcuni particolari di alto valore simbolico, intesse nuove composizioni del panorama urbano e ricostruisce per frammenti un corpo collettivo della società, un corpo pubblico che nella realtà è polverizzato. Soggetti genericamente invisibili alla comunicazione pubblica trovano spazio su impianti pubblicitari di grandi dimensioni. Di fronte ad un utilizzo strettamente pietistico e a volte pregiudiziale della figura del migrante nella comunicazione pubblica (sia essa giornalistica o pubblicitaria), di sicuro At home rappresenta una felice eccezione. Quei corpi esistono e la loro dignità è uno schiaffo in faccia al conformismo razzista.


Marco Trulli

Il presidente di Arci cultura Lazio e critico d’arte Marco Trulli


La sostituzione degli impianti pubblicitari con immagini artistiche è ormai di uso frequente nella storia dell’arte contemporanea. Si tratta spesso di rovesciamenti di senso, sostituzioni o parentesi del significato, oppure segni assolutamente personali nello spazio pubblico. È il caso, ad esempio, di “Untitled” (Billboard of an Empty Bed) del 1991, in cui l’artista cubano Felix Gonzales Torres, espone l’immagine di un letto di due amanti, vuoto e disfatto, immagine che racchiude tutto il dolore per la perdita del suo compagno a causa dell’AIDS, rappresentazione di una disperazione intima e personale che diventa segno pubblico e politico nel cuore di Manhattan. Lo spazio del marketing vive dunque un inversione di segno, il paesaggio invasivo della propaganda commerciale viene sostituito da segni muti che centrano lo sguardo, non vendono prodotti ma acquistano l’attenzione del passante che, in questo modo, assume il ruolo di osservatore. Sono punti di domanda in grado di scuotere le città dal torpore e che attivano riflessioni di carattere pubblico sulla cura delle città, oppure sul carattere pervasivo della comunicazione commerciale.


Viterbo - L'esposizione fotografica At Home

Viterbo – L’esposizione fotografica At Home


Santiago Sierra, noto artista spagnolo, ha inondato diverse capitali d’Europa – ed anche la città di Viterbo – dei suoi black posters, sospensioni della comunicazione, vuoti che aprono nuovi spiragli interpretativi da parte del pubblico. In maniera diversa Ozmo ha operato sulla manomissione della comunicazione istituzionale per costruire corto circuiti e frizioni, annunciando ad esempio nel 2006 una importante mostra del Guggheneim museum a Viterbo, dove all’interno di un impianto grafico verosimile scrisse (volutamente) in maniera errata il nome del museo, generando caos mediatico e disorientamento nei passanti.


Viterbo - L'esposizione fotografica At Home

Viterbo – L’esposizione fotografica At Home


Ciò che guardiamo è sempre veritiero? L’arte ci invita a mettere in dubbio, a fare attenzione, a focalizzare lo sguardo e a problematizzare il nostro ruolo di cittadini. In questo senso At home sembra interrogarci su cosa non vediamo e su chi ha diritto ad essere rappresentato nel senso comune e nello spazio pubblico.

Marco Trulli


Multimedia: Fotogallery: At Home – L’allestimento dell’esposizione – Video: 17 scatti per raccontare il Covid

Articoli: Le immagini di Daniele Camilli ci dicono quanto accadeva quando stavamo tutti a casa di Paolo Manganiello – Camilli irrompe sulla scena come mai nessuno ha fatto prima di Davide Ghaleb – Una fetta di realtà raccontata senza patinatura… di Alfonso Antoniozzi  – Uno sguardo che va oltre il quotidiano, oltre la Viterbo conosciuta… di Giovanni Arena –  Camilli ricorda l’impressionismo, la denuncia, l’impegno “politico” di un Cartier – Bresson  di Francesco Mattioli – Camilli racconta la bellezza degli ultimi… di Antonello Ricci – 17 fotografie di 6 e 12 metri in tutta la città per raccontare il Covid a Viterbo“La vita è come una affacciata di finestra un mattino splendido di sole…”


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20 luglio, 2020

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