Viterbo – Ci aveva proprio sperato Roberto Tisbi della protezione civile di Viterbo quando questa mattina una sua fonte lo ha chiamato dalla Tuscanese dicendogli di aver visto Giuseppe Maravigna dalle parti della Tuscanese. La strada a nord della città dei papi a ridosso dell’arteria termale d’epoca romana che arriva fino a Vetralla e che oggi ha lasciato sul terreno le cosiddette “pozze” dove la gente va a fare ancora il bagno.
E invece niente. E’ stato un abbaglio. Era solo un sosia. “Ho avuto la segnalazione di un signore, lungo la Tuscanese – racconta Tisbi -. Sapendo che il signor Giuseppe Maravigna è appassionato di acque termali sono corso subito al Bulicame e ho trovato il sosia. Gli ho chiesto nome e cognome. Aveva un accento del nord, Bolzano per l’esattezza, e alla fine ho accertato che non era lui”.
Viterbo – Roberto Tisbi della Protezione civile
Giuseppe Maravigna è il 71enne di Tarquinia che ha fatto perdere le sue tracce sabato sera dopo essersi allontanato da Villa Immacolata. Quando se ne è andato, indossava un maglione grigio e pantaloni della tuta neri con strisce bianche laterali.
Le ricerche, iniziate subito, hanno visto in campo carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e volontari. Una trentina di persone in tutto, tutti i giorni, che hanno battuto a tappeto con le unità cinofile le zone dove Maravigna potrebbe essersi diretto. A partire da strada Santa Maria che si trova proprio di fronte a Villa Immacolata, il complesso socio sanitario e riabilitativo a due passi dall’ospedale Belcolle e a qualche chilometro di distanza da San Martino al Cimino, comune di Viterbo.
Un vero e proprio campo base, allestito davanti al cimitero della frazione viterbese. A disposizione di chi lavora anche una tenda e un punto di ristoro organizzati dalla protezione civile di Tarquinia del presidente Alessandro Sacripanti.
Viterbo – Il campo base per le ricerche di Giuseppe Maravigna
“Il nostro lavoro – spiega Tisbi – inizia attorno alle 7 della mattina e finisce alle 6, 6 e mezza della sera. Abbiamo fatto anche delle ricerche in notturna, lungo la strada”. Ma finora, di Maravigna ancora nessuna traccia. E oggi la pioggia non ha aiutato. Tant’è che non è stato nemmeno possibile far volare il drone portato dai vigili del fuoco per allargare il più possibile le ricerche.
Viterbo – Il drone Maverick enterprise
Il drone, un Maverick enterprise con autonomia di mezz’ora, ha doppia camera, sia termica che tradizionale. Ha anche la possibilità di mettere un microfono per mandare messaggi vocali laddove dovesse individuare la persona scomparsa. Dotato di luci molto potenti, è stato utilizzato anche per l’esplorazione delle macerie durante i terremoti.
Viterbo – Il campo base per le ricerche di Giuseppe Maravigna
Per il momento vigili e protezione civile non fanno alcuna ipotesi sulle ragioni della scomparsa e su dove Giuseppe Maravigna si possa essere diretto. Prevale però la speranza che Maravigna “come dicono – conclude infatti Tisbi -, sia un buon camminatore, un buon escursionista. Speriamo che questa cosa lo abbia reso capace di affrontare il maltempo e sopravvivere”.
Daniele Camilli
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