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Tribunale - Quinto rinvio consecutivo

Sfruttamento prostituzione, salta il processo D’Ascanio

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Silvano D’Ascanio

Love's House, il blitz

Love’s House, il blitz

Love's House, uno degli appartamenti sequestrati

Love’s House, uno degli appartamenti sequestrati

Love's House, le immagini della conferenza stampa

Love’s House, le immagini della conferenza stampa

Il capitano dei carabinieri Marco Ciervo e l'ex capo della squadra mobile Salvatore Gava

Il capitano dei carabinieri Marco Ciervo e l’ex capo della squadra mobile Salvatore Gava

– Sfruttamento della prostituzione, rinviato il processo a D’Ascanio.

Salta per la quinta volta il processo a Silvano D’Ascanio. L’udienza, fissata per questa mattina, è slittata al prossimo 17 aprile.

Motivo: l’incompatibilità di uno dei giudici del collegio, Rita Cialoni, che avrebbe firmato alcuni dei decreti di sequestro delle “case dell’amore” che hanno dato il nome al processo (Love’s House).

I 37 appartamenti sparsi in tutta Viterbo e usati per far prostituire un centinaio di ragazze extracomunitarie. Una storia ormai vecchia. Datata 2007. Che, come molte delle vicende di cronaca viterbese, si blocca all’arrivo in tribunale.

Che sia per difetto di notifica o per le incompatibilità  dei giudici, i processi saltano. Il rinvio delle udienze è ordinaria amministrazione. Le sentenze si allontanano e la prescrizione si avvicina. E lo stesso destino del processo D’Ascanio tocca a molti altri. Mense, Asl, Miniera d’oro.

Quest’ultimo, che vede imputato insieme ad altre due persone l’imprenditore Domenico Chiavarino, è già al secondo rinvio. La causa, anche qui, è l’incompatibilità di uno dei magistrati.

Un circolo vizioso dal quale la giustizia viterbese difficilmente potrà uscire.

I giudici ruotano nelle loro funzioni di gip e gup. E quando arriva il momento di istruire il processo, si scoprono incompatibili per aver firmato atti di indagine, decreti di rinvio a giudizio ecc. Un imbuto che strozza i processi, li condanna a un’infinita sequela di rinvii e lega le mani agli stessi magistrati.


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18 ottobre, 2011

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