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Tribunale - Processo Love's House

Sfruttamento prostituzione, D’Ascanio torna in aula

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Silvano D’Ascanio

Love's House, il blitz

Love’s House, il blitz

Love's House, uno degli appartamenti sequestrati

Love’s House, uno degli appartamenti sequestrati

Love's House, le immagini della conferenza stampa

Love’s House, le immagini della conferenza stampa

Il capitano dei carabinieri Marco Ciervo e l'ex capo della squadra mobile Salvatore Gava

Il capitano dei carabinieri Marco Ciervo e l’ex capo della squadra mobile Salvatore Gava

Love's House, le immagini della conferenza stampa

Tornerà in aula stamattina Silvano D’Ascanio.

Il titolare dell’agenzia pubblicitaria Studio Uno, alla sbarra per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, comparirà per la quinta volta davanti ai giudici del tribunale di Viterbo. Quali, non è dato sapere.

La terna dei magistrati che dovrà istruire il processo sarà la sorpresa dell’udienza di oggi. Accanto al presidente Maurizio Pacioni e al giudice a latere Eugenio Turco, non potranno sedere né Gaetano Mautone, né Salvatore Fanti, entrambi incompatibili perché ricoprirono, rispettivamente, i ruoli di gip e gup. Non è escluso che il terzo componente del collegio possa essere uno dei giudici civili, eccezionalmente prestato alla materia penale.

Se così non dovesse essere, o se si riscontrasse un difetto di notifica, il processo salterebbe per la quinta volta da giugno 2010.

Gli arresti di D’Ascanio e degli immobiliaristi Daniele Califano e Alessio Dottarelli (usciti dalla vicenda con un patteggiamento) scattarono nel gennaio 2007, nell’ambito del blitz congiunto di polizia e carabinieri.

L’inchiesta, denominata “Love’s House”, si articolò in due filoni. Uno riguardava i 37 appartamenti sequestrati in tutta Viterbo e usati, secondo le indagini, per far prostituire un centinaio di ragazze extracomunitarie. L’altro, che coinvolge direttamente D’Ascanio, è relativo agli annunci erotici spinti che il titolare di Studio Uno avrebbe pubblicato sul quotidiano locale per cui vendeva spazi pubblicitari. Inserzioni vendute al prezzo di 50 euro l’una. E in cui sarebbero state elencate, in modo fin troppo esplicito, le prestazioni delle ragazze. Un giro d’affari da oltre 300mila euro.

Titolari del fascicolo, i sostituti procuratori Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci.


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18 ottobre, 2011

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