Media - Lettera aperta al direttore dell'agenzia Luigi Contu
di Carlo Galeotti
 Luigi Contu |
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– Caro Luigi Contu,
ti scrivo perché pur avendo più di 50 anni amo ancora imparare.
Mi presento. Sono un piccolo giornalista di provincia, direttore di un giornale che a te, che dirigi l’Ansa, apparirà un nulla. A poco vale dire che siamo il giornale più letto di questa piccola marca di confine che è la Tuscia. 30 mila lettori al giorno a te fanno solo sorridere ovviamente.
E appunto per questo sono qui, taccuino in mano, per prendere appunti. Sì, appunti. Perché quella che ti chiedo è una vera e propria lezione di giornalismo da parte di chi dirige un gigante come l’Ansa.
Sì, perché, stando in provincia, devo aver perso qualche aggiornamento professionale. In particolare non capisco i nuovi criteri di notiziabilità adottati dall’Ansa.
La mia carenza culturale e professionale mi appare ancora più grave visto che mi è capitato di tenere dei corsi universitari sul giornalismo e, pensa, sul concetto di notiziabilità stavo otto ore. Avevo sviluppato una matrice a quattro dimensioni con una quarantina di variabili. Come dire: un concetto che nasce dall’empiria è difficile da formalizzare.
Ma veniamo ai fatti. Ai fatti per come li abbiamo visti dalla periferia dell’impero mediatico. Se sbaglio correggimi. Noi poveri giornalisti di provincia non ci offendiamo.
Venerdì la nostra redazione, come credo sia capitato ad altre che hanno qualche rapporto con la Regione Lazio, è stata raggiunta da una serie di telefonate che riferivano di cosa era accaduto alla Pisana: perquisizione all’assessorato all’agricoltura. La redazione inizia a lavorare e… tira fuori la notizia.
Alle 17,20 di venerdì esce la notizia su Tusciaweb. Titolo: Concorso in tentata estorsione e corruzione, indagata la Birindelli. Non è un titolo molto originale, ma a noi poveri giornalisti di provincia sembra abbastanza chiaro. Consultiamo un collega per vedere se già era uscito qualcosa sull’Ansa. Nulla.
Andiamo avanti col lavoro. Intorno alle 22 arriva la nota ufficiale dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio che, in pratica, conferma tutto, anche se la Birindelli non si spinge nel dettaglio. Nota che dovrebbe essere arrivata anche alla grande Ansa probabilmente. Sull’Ansa esce qualcosa? Nulla. Il giorno dopo tutti i giornali cartacei viterbesi danno la notizia con più o meno dettagli. Compreso il Messaggero che di credibilità ne ha anche a livello nazionale.
Si aspettano altre ventiquattro ore ma, almeno a noi sembra così, nulla esce sull’Ansa. E quindi la notizia non esplode sul web come ci si poteva immaginare.
Ma i tempi della centrale unica dell’informazione sono finiti. Credo te ne sarai accorto anche tu che esiste una cosa che si chiama Internet. E non è possibile fermare le notizie vere e importanti. La notizia della Birindelli indagata cresce lenta. Compare in qualche giornale on line. Si arriva a ieri, domenica. La notizia, con tanto di dettagli e accuse esatte, esce sulla prima pagina romana del Corriere della sera e in tarda mattinata sull’on line. Poi su altri giornali fino ad arrivare al Fatto.
L’Ansa arriva alle 18,31. Con un pezzo del tipo che io definisco, in redazione, “rientro sul buco preso”. Ma in questo caso la notizia era certa da due giorni, vista la nota della diretta interessata, e non si può parlare di buco. Per giunta l’articolo dell’Ansa è anche impreciso per quanto riguarda le ipotesi di reato. Incredibile. Due giorni di verifiche e si dà un’ipotesi di reato un po’ imprecisa. Ipotesi di reato scritta due giorni prima da un giornalino di provincia e la mattina di domenica dal Corriere della sera.
Subito dopo arriva il take in cui la Birindelli giustamente replica e si difende. Come dire una cosa pubblicata due giorni prima. E diramata per comunicato stampa dalla Regione, due giorni prima.
In breve due giorni di ritardo sulla notizia. Ora essendo escluso che il direttore dell’Ansa sia stato tenuto all’oscuro della notizia. Escluso che la capillare rete di giornalisti che bazzica la Pisana non abbia funzionato. Escluso che, dopo il blitz di Striscia la notizia, l’Ansa continui a perdere tempo passando le veline delle bufale confezionate dall’avvocato Canzona. Quello che mi chiedo è quali siano i parametri usati dall’Ansa per valutare le notizie. Sono qui col taccuino per prendere appunti.
Sì, perché probabilmente devi aver ragione tu: un uomo morso da un cane ha la precedenza su una minchiata di notizia come quella di un assessore regionale che viene indagato per concorso in tentata estorsione e corruzione.
Strano: in Lombardia certe notizie sembrano essere considerate un po’ di più.
Ma certamente non avremo seguito attentamente tutti passaggi. E in quel caso chiediamo umilmente scusa. Oppure le scuole di giornalismo hanno ammodernato il concetto di notiziabilità e io sono rimasto indietro. La prossima volta aprirò il mio giornale con la notizia di un pesce rosso che morde un gatto. Prometto. La notizia di un assessore inquisito la darò dopo due giorni.
D’altra parte che cosa si può pretendere da un giornalista di provincia?
Una domanda però sorge spontanea: a cosa serve una agenzia che dà una notizia importante due giorni dopo?
Da giovane mi piaceva presentarmi alle conferenze che tenevo con una frase rubata ai ragazzi di Barbiana: Io vengo dalla scuola di don Milani. Per me era una sorta di metafora per far capire chi ero. Per i ragazzi di Barbiana era una splendida realtà.
Ecco, un consiglio umile mi sento di dartelo, se ti capita, rileggi Lettera a una professoressa scritta dai ragazzi di Barbiana, forse te ne verrà qualcosa di utile per il tuo difficile e complesso mestiere.
Un cordiale saluto dalla periferia dell’impero dei media
Carlo Galeotti
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