Viterbo – (f.b.) – “Pregate per Dymitry e non piangete. Lui adesso ha bisogno degli angeli proprio come Paolo. State sereni. Animo, animo animo!”.
A parlare con coraggio e sicurezza dall’altare è Emanuele, uno dei fratelli di Paolo Aquilani (video – fotocronaca slide – fotocronaca). Lui e suo padre hanno voluto rivolgersi alla folla immensa che ha partecipato stamattina ai funerali del 21enne morto sabato notte nel terribile schianto sulla superstrada 675.
Una cerimonia funebre sicuramente diversa dal solito. Tantissimi ragazzi, decine di palloncini colorati e alcuni poster con le fotografie di Paolo hanno creato un clima di festa, fuori e dentro la basilica della Quercia. Perché per la famiglia Aquilani di questo si è trattato: di una festa.
“Oggi si celebra il matrimonio di Paolo con la Chiesa – ha detto il padre dall’altare dopo l’omelia di don Ivo Bruni – e noi non dobbiamo essere tristi. Come succede nei matrimoni ci saranno anche dei regali che, in questo caso, sono le vostre offerte agli sposi. A Paolo, ma soprattutto alla Chiesa. Vi prego quindi di essere generosi perché l’elemosina ha il grande potere di purificare i nostri cuori dal peccato”.
La basilica della Quercia non è riuscita a contenere tutti. Gli amici di Paolo, i suoi parenti più stretti e quelli più lontani hanno riempito i banchi e il sagrato esterno. Fuori un cielo sereno con un sole caldo e brillante sembrava sottolineare quanto davvero questa cerimonia dovesse trasmettere gioia e serenità.
“Adesso è il momento di pregare per Dymitry – ha detto il fratello di Paolo, Emanuele -. Lui ha bisogno di angeli come Paolo e noi non possiamo piangere. Ve lo dico col cuore: state sereni! Animo, animo, animo! Lui non avrebbe pianto e noi dobbiamo confidare in Cristo che è morto e risorto per tutti”.
Un applauso scrosciante ha chiuso la celebrazione nella basilica e ha accompagnato fino all’esterno il feretro portato a spalla dagli amici più cari di Paolo.
Fuori, subito dopo la messa, il fratello Emanuele ha voluto parlare nuovamente a tutta quella gente, accalcata lì per dare l’ultimo saluto a quel giovane sorridente strappato troppo presto alla vita. Il messaggio più importante che Emanuele ha voluto lanciare a tutti è la profonda vicinanza che tutta la famiglia Aquilani non farà mai mancare a Dymitry Kryvenko, il giovane ucraino che guidava la Polo quella notte e che ora si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio colposo.
“Una delle prime cose che ho fatto domenica – ha spiegato Emanuele – è stata andare da Dymitry e dirgli personalmente che non è stata colpa sua. Noi gli vogliamo bene e sappiamo quanto lui ne voleva e ne vuole ancora a Paolo. Era distrutto dal dolore e dispiaciuto per non poter essere qui oggi con noi in questo momento. Mi ha lasciato un biglietto in cui si rivolge direttamente a mio fratello: “Ti chiedo perdono – scrive -. Eri il fratello minore che non ho mai avuto. Per me non sei morto”.
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