Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il settimanale di inchieste misteriose e delittuose dedica un servizio all'incidente in cui morirono Andrea Agostini e Paolo Aquilani per tornare a chiedere il reato di omicidio stradale

Il doppio schianto mortale sulla superstrada finisce su “Giallo”

Condividi la notizia:

L'articolo di "Giallo" sul doppio schianto mortale di Viterbo

L’articolo di “Giallo” sul doppio schianto mortale di Viterbo

Dymitry Kryvenko all'uscita dal tribunale

Dymitry Kryvenko all’uscita dal tribunale 

Il frontale sulla superstrada e nei riquadri Andrea Agostini e Paolo Aquilani

Il frontale sulla superstrada e nei riquadri Andrea Agostini e Paolo Aquilani 

Frontale allo svincolo per Tuscania - Due ragazzi morti

Frontale allo svincolo per Tuscania – Due ragazzi morti 

Frontale allo svincolo per Tuscania - Due ragazzi morti

Frontale allo svincolo per Tuscania – Due ragazzi morti 

Viterbo – Il doppio schianto mortale sulla superstrada finisce su “Giallo”.

La campagna del settimanale “Giallo”, che si batte per il riconoscimento del reato di omicidio stradale, passa anche da Viterbo. E lo fa raccontando il tragico incidente che accadde esattamente un anno fa, il 17 maggio del 2014, sullo svincolo della superstrada tra Viterbo e Vetralla.

Nello schianto frontale tra una Fiat 500 e una Volkswagen Polo persero la vita due giovanissimi: Andrea Agostini, di 20 anni e Paolo Aquilani, di 19. Altri tre ragazzi rimasero feriti. Tra questi c’era anche Dymitry Kryvenko, il 22enne di origini ucraine che risultò positivo all’alcol test con un valore molto più alto della soglia consentita.

Per lui si aprì il processo per omicidio colposo. Alla fine del 2014 il suo avvocato è riuscito a trovare l’accordo per il patteggiamento con il pm Stefano D’Arma, titolare dell’inchiesta. Kryvenko dovrebbe scontare quindi tre anni di reclusione ai domiciliari, di cui sei mesi già fatti come misura cautelare alla quale fu sottoposto subito dopo l’incidente.

“L’uomo che ha ucciso mio figlio e un altro ragazzo di 19 anni ha patteggiato una pena a 3 anni di reclusione – si legge sul pezzo di “Giallo” che riporta le parole della mamma di Andrea Agostini -. Vorrei pertanto esprimere il mio più profondo sconforto nei confronti di un sistema sanzionatorio che permette a una persona colpevole di un omicidio plurimo di poter tornare a fare una vita pressoché normale dopo solo pochi mesi di arresti domiciliari, mentre mio figlio ora non c’è più”.

L’articolo, firmato da Chiara Prazzoli, prosegue poi con un breve riepilogo della vicenda, ricordando anche Giada Tomassini e Andrea Mascolino, le altre due vittime di quello scontro fatale, che rimasero gravemente feriti e costretti a una lunga degenza in ospedale. Per loro, ora, la vita pian piano riprende, ma a fatica e dopo mesi di sofferenze.

Un piccolo paragrafo riguarda anche Kryvenko e la sua totale ammissione di colpa. “Ho sbagliato” si intitola il box sotto la foto del 22enne.

In fondo alla pagina un quadratino ritagliabile nel quale è possibile inserire i propri dati e spedirli alla redazione del periodico per appoggiare la campagna in favore del reato di omicidio stradale.


Condividi la notizia:
18 maggio, 2015

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/