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Il punto di vista - Il sindaco Michelini adotta lo slogan elettorale del suo avversario Marini e risolve la crisi in comune lasciando tutto com'è

Per cambiare non cambiare…

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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Lo slogan elettorale di Giulio Marini

Lo slogan elettorale di Giulio Marini

Viterbo – Per cambiare non cambiare. Giulio Marini ne era convinto, alle scorse elezioni comunali ha fatto di questa frase il cavallo di battaglia. Il suo slogan.

Poi i viterbesi per non cambiare hanno deciso di cambiare e le elezioni Marini le ha perse, ma oggi, dopo un anno e mezzo, l’ex sindaco può prendersi la sua bella rivincita.

Perché quel motto, il suo antagonista e vincitore Leonardo Michelini, l’ha fatto proprio.

Applicandolo ogni giorno passato a palazzo dei Priori, superandosi nella crisi che sta cercando di sbrogliare. Cambiando senza cambiare. Lasciando tutto così com’è.

Nel centrosinistra se le sono dette di tutti i colori, tutti contro tutti: Pd contro Oltre le Mura e viceversa, Pd contro Viva Viterbo, Viva Viterbo contro a prescindere. Per nulla.

Perché per cambiare non si cambia.

Unica novità, un assessorato ai rifiuti che il primo cittadino ha deciso di avocare a sé, togliendolo a Raffaela Saraconi, che pare non si rifiuti.

A Michelini dieci per il coraggio, due per la lungimiranza politica. Così facendo il sindaco rischia di indebolire la sua (già precaria) posizione.

A ogni sacchetto trovato in strada d’ora in poi, dito puntato contro di lui.

La giunta per un sindaco funge da scudo. In questo caso il primo cittadino ha deciso d’esporsi in prima persona. All’improvviso l’incoscienza.

Del resto, per non cambiare, qualcosa doveva cambiare.

Tanto per giustificare due settimane di lotte intestine nel centrosinistra: Pd che vuole fuori da maggioranza e giunta Viva Viterbo.

Siccome si cambia senza cambiare, nessuno li tocca. E tanto per cambiare i Democratici ci fanno la loro bella figura.

Ormai lo sanno tutti a palazzo dei Priori. Democratico che abbaia, non morde.

Che dire della situazione insostenibile dovuta alla presenza dentro Oltre le mura di due consiglieri chiamati dalla Corte dei conti a rifondere 80mila euro ciascuno?

Imbarazzante situazione, da rimuovere, aveva detto il segretario comunale Calcagnini.

Ovviamente, tanto per cambiare senza cambiare, argomento finito nel dimenticatoio.

Senza contare che nessuno si era preoccupato d’informare Calcagnini che il sindaco Michelini aveva nominato nel nucleo di valutazione interna, un suo compagno di partito, l’ex senatore D’Ubaldo, incappato nello stesso problema dei due consiglieri.

Questa sì che è una situazione imbarazzante. Tanto per cambiare, non cambiando.

Che dire degli infiniti dibattiti su una giunta improduttiva, assessori non all’altezza, perché la crisi non è politica, ma amministrativa. La macchina a palazzo dei Priori non funziona. Arrivati al dunque, si cambia. Senza cambiare.

Detto che la richiesta di Goffredo Taborri (Ncd) per un assessorato era politicamente dovuta, ma dall’esito (negativo) scontato, gli unici che almeno sulla carta portano a casa qualcosa sono i consiglieri di Oltre le mura.

Dopo la memorabile sfuriata in consiglio comunale del capogruppo Maurizio Tofani, il sindaco si è impegnato a una maggiore condivisione delle scelte, a rendere edotti tutti i consiglieri, compresi quelli della sua lista civica, sui provvedimenti presi.

Tofani sarà soddisfatto, ma stia attento, perché Michelini ha deciso che per cambiare non vuole cambiare.

Giuseppe Ferlicca


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23 novembre, 2014

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