Viterbo – Viterbo non sarà capitale italiana della cultura.
Musi lunghi nella giunta Michelini per essere stati esclusi senza troppi complimenti dal gruppo di 24 candidati.
A breve si conoscerà il nome del corvo che ha rivelato ai componenti della commissione come a Viterbo il teatro comunale sia chiuso da anni, non c’è un cinema, il museo civico è rimasto sbarrato per anni e oggi un’ala è ancora off limits, si organizzano mostre spostando quadri da un palazzo all’altro, è stata smontata una carrozza antica, finita in un magazzino.
Informazioni che dovevano rimanere top secret, ma ormai la frittata è fatta.
Comunque a palazzo dei Priori non si sono persi d’animo. Anzi, stanno per convocare fior fiori di cervelloni e massimi esperti in tuttologia per predisporre corposi dossier e candidare Viterbo a obiettivi decisamente più alla portata di chi la amministra.
Per uno la vittoria già in tasca.
Capitale italiana delle piazze desolate.
Michelini le ha svuotate dalle macchine lasciandole al loro destino, senza predisporre mezza iniziativa, salvo annunciarne di mirabolanti, certo che i viterbesi abbiano la memoria corta. Una desolazione spazio-politica da primo premio.
Sarà un successo anche la partecipazione a un altro bando.
Capitale italiana dei piccioni.
Ecco spiegato perché il mirabolante progetto per ridurne il numero è stato accantonato. Non serve. Anzi, a breve saranno installati distributori automatici di cibo per volatili per incrementare il numero.
Niente paura, però. L’amministrazione Michelini, sempre previdente, garantirà a tutti i residenti nel centro storico una fornitura gratuita di scarpe in gomma per non scivolare nel guano.
Vittoria in tasca pure per un’altra categoria.
Capitale italiana delle sale cinematografiche chiuse.
Non per niente, del progetto di recupero per il Genio, di proprietà comunale, se ne sono perse le tracce.
Viterbo ha già vinto invece, per indiscussi meriti, un’altra competizione.
Capitale italiana del sogno termale.
Finalmente spiegata la cura e l’impegno con cui il comune si sta preoccupando di recuperare lo stabilimento ex terme Inps. I viterbesi se lo possono sognare.
Infine, buone chance anche per un altro ambito riconoscimento.
Capitale italiana delle fontane uso parcheggio.
Il modello vincente è piazza delle Erbe. E’ vero, c’era un’idea, una recinzione artistica per tenere a distanza le macchine. Meno male che non serve più: l’assessora al Centro storico se n’è scordata da un pezzo.
Non resta che predisporre i progetti e partire, garantendo a Viterbo un futuro di gloria, prosperità e ricchezza.
Ma stavolta il progetto studiamolo bene. La commissione giudica quello. Parola di ministro.
Giuseppe Ferlicca
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