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Il punto di vista - Il sindaco chiude la verifica portando a nove la giunta - Operazione in controtendenza e politicamente senza effetti su una maggioranza che resta nervosa

Michelini, un sindaco che conta…

di Giuseppe Ferlicca
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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini 

Viterbo – Finalmente Viterbo ha un sindaco che conta.

C’è voluto un po’, ma alla fine i risultati si sono visti. Dopo oltre un anno e mezzo, infatti, Leonardo Michelini è riuscito a contare fino a nove.

Come il numero degli assessori cui ha portato la sua giunta. Ammirevole.

Era partito da sei, poi Michelini ha scoperto che dopo il sei c’era il sette.

Qualcuno ben introdotto in numeri e affini gli ha spiegato che dopo il sette c’era l’otto.

Non senza stupore il primo cittadino ha appreso la notizia, agendo di conseguenza. Se esiste l’otto, serve l’ottavo assessore. Detto e nominato.

Più complicato è stato arrivare a nove. C’è voluto da marzo a dicembre.

A nove mesi dall’ultima nomina, arriva il nono assessore. E’ il terzo esterno, di una giunta che doveva essere a sei. Sono tutti multipli di tre. Ecco svelato il criterio usato da Michelini per l’ultimo rimpasto.

Niente politica, solo matematica.

E vero, qualcuno lo ha criticato perché in giunta di qualcuno/a si poteva fare a meno, rimanendo a otto o addirittura tornando a sei nonostante il nuovo assessore.

La colpa però non è del sindaco.

Per Michelini il mondo della matematica è una novità. Conosce solo l’addizione e non la sottrazione.

Meglio così. Chissà cosa sarebbe successo se avesse avuto dimestichezza con la moltiplicazione. Avrebbe nominato assessori, tutti i consiglieri. Opposizione compresa.

Tanto è sufficiente sostenere che i costi non aumenteranno. Frase già sentita in occasione del precedente aumento d’assessori. Atti però non se ne sono visti.

Chi la butta sull’aumento delle spese, però, fa male i conti. Gli assessori svolgono un lavoro e come tale va retribuito.

Peccato che c’è chi lavora e chi, per come sono distribuite le deleghe, non è che abbia molto da fare. Non si poteva accorpare, toglierne due o tre e aggiungere il nuovo? Ah, no. Giusto. Problemi con le sottrazioni.

Michelini a conti fatti ha preferito aggiungere e usufruire della proprietà commutativa. Ricci da Urbanistica a Lavori Pubblici e Saraconi percorso inverso.

Dovendo fare due conti, chi ha premiato e chi ha punito? Perché se nessuno dei due ha fatto male finora, non si capisce il perché dello spostamento.

E se con il numero degli assessori Michelini non ha voluto regolare i conti, confermandoli tutti, perché ha sentito il bisogno di nominare Luisa Ciambella assessora alla promozione e valorizzazione del lavoro in team degli assessori?

Già sa che sulla squadra non può contarci troppo. Serve un aiutino.

Alla giunta e purtroppo ancora di più al sindaco.

La verifica è chiusa, ma la maggioranza resta nervosa. Molto nervosa.

Il Pd rumoreggia, dentro Oltre le mura sono tutti insoddisfatti.

Come prima, più di prima della verifica. Altro primato da ascrivere all’amministrazione Michelini. Tanto rimpasto per nulla.

Ma il sindaco è contento così. Per sua stessa ammissione, se sono tutti insoddisfatti, è certo d’avere agito bene. Non ci conti.

E se proprio deve contare, per favore, almeno si fermi a nove.

Giuseppe Ferlicca


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11 dicembre, 2014

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