Viterbo – Rotto l’uovo di Pasqua. Sorprese come sempre deludenti. La colpa non è degli inventori delle sorprese, ma delle aspettative. Troppo alte.
Aperto l’uovo di Pasqua, dentro Leonardo Michelini non ci ha trovato il teatro Unione completato, ma un milione di euro in meno.
Rotto l’uovo, ma dentro quello di Antonio Delli Iaconi non c’era un progetto di rilancio per il termalismo. Disperazione. Piani B non ci sono.
Scartato l’uovo e la sorpresa è Piero Camilli. Si candida alle provinciali. Evviva. Se l’amministrazione provinciale uscente verrà ricordata per qualcosa, sarà solo per le sue prese di posizione, i suoi interventi da presidente del consiglio. Memorabili.
Aperto l’uovo di Pasqua e la presidente del consiglio comunale Maria Rita De Alexandris ci ha trovato il numero di telefono Camilli. Lo chiami.
Scartato l’uovo, Arturo Vittori ci ha trovato tante roselline rosse. Risolto il problema della messa a nuovo di Fiore del cielo.
Aperto l’uovo, Massimo Mecarini ci ha trovato un biglietto di scuse. Falso allarme. Era della tintoria. Lavaggio sbagliato.
Scartato l’uovo, Claudio Margottini ci ha trovato l’idea buona per candidare Viterbo a città italiana della cultura. Troppo tardi.
Aperto l’uovo, Marcello Meroi ha trovato la soluzione per i precari. Serve il parere della regione, subordinato a quello del ministero, dopo il via libera da parte di Nano Orso Capo e dell’ispettore Gadget.
Scartato l’uovo, Raffaella Valeri dentro ci ha trovato biglietti da visita personalizzati. C’è scritto assessore. Senz’altro un errore.
Aperto l’uovo, ecco la sorpresa. Il gemellaggio con Avignone. Wow. Promemoria per il prossimo anno: non comprare l’uovo.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY