Tuscania – (s.m.) – Massimo Cuneo torna in libertà.
L’ex comandante dei carabinieri di Tuscania si è visto revocare ieri gli arresti domiciliari.
Lo ha deciso il tribunale di Viterbo, che ha accolto la richiesta della difesa.
Di fatto, Cuneo è sospeso dal servizio, quindi non può né inquinare le prove, né ripetere il reato. Resta comunque indagato per peculato e rivelazione di segreti d’ufficio, in merito alle presunte “soffiate” ad amministratori locali o imprenditori.
L’arresto, ad opera dei colleghi carabinieri e dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria, era scattato l’11 febbraio scorso. Titolare del fascicolo, il pm Paola Conti.
Al capitano si contesta di aver avvertito preventivamente il non ancora sindaco Fabio Bartolacci – indagato insieme a lui – su una denuncia che avrebbe presto travolto la famiglia di un candidato della sua lista: Sabatino Tuccini. A Tuscania erano i giorni roventi delle elezioni. La denuncia, che sarebbe stata sporta di lì a poco, riguardava la moglie di Tuccini, accusata di aver ricettato 20mila euro d’oro. Bartolacci, Tuccini e l’assessore Franco Ciccioli sono finiti nel registro degli indagati con Cuneo, per rivelazione di segreti d’ufficio, in qualità di ‘utilizzatori’ di quei segreti.
L’altro episodio, il più significativo per gli investigatori, riguarda l’incarico al ministero delle Politiche agricole che Cuneo ha ricoperto dal luglio 2014 fino a prima del suo arresto.
A dicembre, i controlli in un caseificio di Canino sulle mozzarelle di bufala risultano ottimi. Ma da intercettazioni, risulterebbe anche che Cuneo abbia avvertito il proprietario dell’azienda prima di far scattare il monitoraggio. E l’esito più che soddisfacente del controllo viene sbandierato su un quotidiano locale, pochi giorni prima di Natale.
L’accusa di peculato si riferirebbe, invece, a un uso non istituzionale dell’auto di servizio e a lavori riguardanti la realizzazione di alcune porte.
“Favori”, quei segreti rivelati, che, almeno in teoria, dovevano essere contraccambiati. Ma un effettivo ”scambio”, per ora, non sarebbe stato provato. Anche perché, in tal caso, l’ipotesi di reato sarebbe stata sicuramente più pesante.
Le indagini continuano.
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