San Lorenzo Nuovo – Chiuse due chiese e le scuole.
Il terremoto continua a far tremare l’Alta Tuscia. Da lunedì sera, quando si è verificata la scossa più forte, di magnitudo 4.1, sono decine quelle susseguitesi tra Acquapendente, San Lorenzo Nuovo, Bolsena e Grotte di Castro.
Una delle più intense, questa mattina, alle 5,27, a San Lorenzo Nuovo. I danni registrati non sono, per fortuna, strutturali, e riguardano, per lo più, intonaci, cornicioni, crepe sui muri. Si è, comunque, corso ai ripari, evacuando appartamenti e chiudendo scuole e chiese.
Proprio come a San Lorenzo. “La scossa di questa mattina – dice il sindaco di Massimo Bambini – non ci risulta che abbiano provocato danni. Abbiamo, comunque, chiuso le due chiese, quella di san Lorenzo martire e quella di santa Maria Assunta per problemi nell’intonaco della volta.
Le scuole, in via precauzionale, resteranno chiuse fino a sabato. La situazione è sotto controllo: le case, quelle verificate, non riportano danni strutturali e sono tutte abitabili.
La notte della prima forte scossa, mezzo paese ha dormito fuori casa. Il fatto è che l’epicentro è a pochi chilometri e noi percepiamo ogni movimento. Ora, però, la gente è tornata alla normalità, nonostante la situazione sia piuttosto snervante. La popolazione è stata lucida e paziente. Ne sono orgoglioso.
Tutte le misure sono state prese, abbiamo anche allestito, nell’ex campo sportivo, che si trova all’inizio del paese, un’area di accoglienza. Finora non c’è stato bisogno – conclude – e speriamo non ce ne sia in futuro”.
Tra i centri più colpiti, c’è anche Acquapendente. I vigili del fuoco, da giorni, si trovano in paese per le verifiche. “Continuiamo ad avvertire piccole scosse – dice il sindaco Alberto Bambini -, ma la situazione sta pian piano rientrando. Per precauzione, ho deciso di tenere le scuole chiuse fino a sabato e non perché ci siano danni, ma nel caso in cui possano registrarsi nuove scosse, durante le ore di lezione.
I pompieri sono al lavoro per controllare la stabilità di edifici pubblici e privati e la sala operativa della protezione civile è sempre aperta. E’ stata allestita poi una zona di accoglienza a campo Boario che – conclude Bambini – resta a disposizione”.
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