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Grotte di Castro - Alla sbarra Angelo Benfante, ex comandante già arrestato per droga

Carabiniere si attacca al gas della caserma, al via il processo

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Il maresciallo Angelo Benfante

Il maresciallo Angelo Benfante

Grotte di Castro – Si attacca al contatore del gas della caserma, al via il processo per Angelo Benfante.

L’ex comandante dei carabinieri di Grotte di Castro, dopo le accuse di spaccio di droga (assolto in primo grado, condannato a due anni e mezzo in appello e ora in attesa della Cassazione), di nuovo alla sbarra. Stavolta per peculato.

Benfante è rimasto nell’alloggio di servizio fino al 2011. Fu in quell’anno che venne arresto dopo il ritrovamento di munizioni, dosi di cocaina ed eroina e piantine di marijuana in un sottotetto attiguo all’abitazione del maresciallo. Il sottotetto si trovava nello stesso stabile in cui ha sede la caserma di Grotte. In quell’occasione venne arrestato anche il fratello.

Nel 2013, durante un controllo, ci si accorge che qualcuno aveva realizzato un bypass per trasferire la fornitura di metano dalla caserma all’alloggio privato di Benfante. E la colpa ricadde inevitabilmente sull’ex comandante.

Ieri mattina, l’inizio del processo per peculato davanti al collegio dei giudici del tribunale di Viterbo. Ma Benfante non si presenta.

Tra un anno la prossima udienza.


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6 luglio, 2016

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