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Grotte di Castro - Per l'ex comandante, la Cassazione ha confermato i 2 anni e mezzo della corte d'appello

Carabiniere con la droga, condanna definitiva

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Il maresciallo Angelo Benfante

Il maresciallo Angelo Benfante

Grotte di Castro – Dall’assoluzione in primo grado alla condanna a due anni e mezzo. Questa volta definitiva.
Per Angelo Benfante, ex comandante dei carabinieri di Grotte di Castro, la Cassazione ha confermato la condanna della Corte d’Appello di Roma che nell’ottobre 2015 aveva riformato la sentenza di primo grado.

Il maresciallo capo era stato arrestato nell’agosto 2011 insieme al fratello. Nella caserma di via Bardiniana furono trovate munizioni, qualche dose di cocaina ed eroina in un cassetto e piantine di marijuana in un vaso. Finì a processo per falso, detenzione di munizioni e coltivazione di stupefacenti. Accuse dalle quali era uscito completamente pulito, dopo la sentenza di primo grado del giudice Italo Ernesto Centaro del tribunale di Viterbo.

Ma per la corte d’appello prima e poi per la Cassazione, Benfante è colpevole di coltivazione di marijuana, detenzione di munizioni e di eroina e cocaina ai fini di spaccio (lo stupefacente trovato nel cassetto). Confermata, invece, anche in terzo grado, l’assoluzione dall’accusa di falso ideologico, per aver dichiarato la distruzione di quelle dosi di eroina e cocaina sequestrate sei anni prima e che, invece, erano rimaste dentro quel cassetto.

La Cassazione, nel rigettare il ricorso presentato dal difensore dell’ex comandante (l’avvocato Angelo Di Silvio), ha confermato la condanna a due anni e mezzo. Il verdetto della suprema corte è arrivato il primo febbraio, ma lunedì sono state pubblicate le motivazioni.

A luglio, invece, è iniziato un nuovo processo a carico di Benfante. Questa volta per peculato. L’accusa è di aver collegato le utenze dell’acqua e del gas del suo alloggio privato agli impianti della caserma, per non pagarle.
In estate la prossima udienza, davanti al collegio dei giudici.


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22 febbraio, 2017

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