Viterbo – Hanno portato il paziente, già ricoverato in ospedale, a cena a casa di un medico, poi a bere birra in un pub. Subito dopo l’intervento si sono scattati un selfie in sala operatoria, con l’uomo ancora semincosciente sul lettino. Lo hanno condiviso su Whatsapp. Poi, una manciata di giorni dopo, la morte del paziente.
Dopo l’indagine per omicidio colposo della procura di Perugia, anche il ministero della salute ha aperto un fascicolo sul ‘caso Gino Pucciarelli’, l’architetto viterbese di 49 anni morto all’ospedale Silvestrini del capoluogo umbro. Lo ha rivelato ieri, durante l’incontro sulla sanità organizzato dal movimento Fondazione, l’avvocato Luca Mecarini legale della famiglia Pucciarelli. “Venerdì – dice – sono stato ricevuto al ministero dove ho incontrato il capo di gabinetto e quello dell’ufficio legislativo. Hanno preso a cuore il caso e hanno già aperto un fascicolo d’indagine. Gli ho raccontato tutta la vicenda, perché chi sbaglia deve rispondere dei propri errori”.
Per la morte dell’architetto, la procura di Perugia ha indagato cinque medici del Silvestrini: la dottoressa viterbese Maria Cristina Cristi, il primario del reparto di otorinolaringoiatra Giampiero Ricci, il chirurgo Luigi Giuseppe Gallucci, l’anestesista Carla Monacelli e l’otorinolaringoiatra Paolo Pettirossi. Per la pm Gemma Miliani, hanno causato la morte di Pucciarelli per “negligenza, imprudenza e imperizia” dopo un intervento alle tonsille.
L’architetto 49enne viene operato il 3 luglio 2015. Subito dopo l’intervento e ancora in sala operatoria, viene immortalato nel selfie di due dottoresse che fanno la V con le dita, davanti al paziente ancora semincosciente sul lettino. La sera prima, la cena a casa di Cristi con un paio di specializzandi. I medici fanno uscire Pucciarelli, già ricoverato, di nascosto dall’ospedale. Quella sera mangeranno pasta cacio e pepe, berranno vino rosso e prosecco. Prodotti che avevano fatto comprare allo stesso Pucciarelli, quando era già ricoverato e organizzando una prima uscita dall’ospedale. La cena, e poi il passaggio in un pub per una birra. E tutto “nonostante la prescrizione preoperatoria del digiuno”, scrive la pm Miliani nell’avviso di chiusura indagini contro i cinque medici.
Tredici giorni dopo la prima operazione, il 16 luglio 2015, Pucciarelli muore a causa delle complicanze dell’intervento.
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I funerali di Gino Pucciarelli: video – fotocronaca – slide
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.






