Tarquinia – “Un tarquiniese che ama la sua città. Tra le mie priorità agricoltura, turismo, onestà e semplificazione amministrativa, ma anche valorizzazione del Lido e delle nostre bellezze”. Anselmo Ranucci, candidato sindaco del Pd, illustra i punti del suo programma in vista dello scontro elettorale dell’11 giugno.
Definisce la sua, una battaglia sul campo delle idee e non delle parole. Dice di voler battere i suoi avversari “a colpi di proposte”, nel segno della continuità con l’amministrazione Mazzola in cui Ranucci ha ricoperto per 10 anni il ruolo di assessore ai Lavori pubblici.
Chi è Anselmo Ranucci?
“E’ un cittadino di Tarquinia – dice Ranucci – che ama la sua città e ha messo a disposizione il suo tempo per un progetto. Sono una ventina di anni che mi impegno in politica, perché vivo molto il mio paese. Voglio provare a diventare sindaco per migliorare quello che abbiamo fatto finora, cioè tantissimo”.
Si spieghi.
“Sono stato assessore ai Lavori pubblici in questi ultimi dieci anni e Tarquinia, a detta dei cittadini, è migliorata molto. Secondo me, perché quando un amministratore è spinto dalla passione agisce poi nel miglior modo possibile. Abbiamo ricorso a finanziamenti regionali e governativi per non gravare sulle finanze del Comune e, nel mio settore, di passi avanti ne sono stati fatti. Voglio provare a estendere questo lavoro anche in altri campi”.
Il suo programma in cinque punti.
“Prima di tutto proseguire la moralizzazione della vita pubblica e politica. La nostra, è stata un’amministrazione che ha lavorato tanto e che non ha avuto nulla a che fare con la giustizia perché è stata onesta e propositiva nel rispetto delle leggi. Voglio garantire che anche noi continueremo su questa linea. C’è poi da pensare al rilancio della città attraverso la valorizzazione del turismo, perché la concorrenza con le altre realtà italiane è tanta e non ci dobbiamo mai accontentare o fermare.
Quindi l’agricoltura, che è un settore importante della nostra economia. Vogliamo migliorare la collaborazione tra gli imprenditori del nostro territorio, che sono veramente in gamba, per creare una filiera.
Ancora, investire sulla parte medievale, il centro storico, ma anche i boschi, le campagne e le risorse rurali. In questo progetto di riqualificazione non è escluso il Lido, su cui stiamo per investire 1,3 milioni di fondi regionali. Infine, la semplificazione amministrativa con un comune “amico” che consiglia e indirizza verso la soluzione migliore, senza creare un problema nel problema”.
Ci sono sei candidati, che tipo di sfida si prospetta?
“Ho scelto una linea precisa, nel senso che mi piace la battaglia politica fatta sulle idee. Non ho mai giudicato le persone e tanto meno lo farò adesso che sono candidato sindaco. Non è nel mio stile distruggere l’avversario andando a scavare nel fango. Da parte mia, solo il massimo rispetto dei competitor e una sfida nel campo delle proposte”.
Proposte che saranno fatte nel segno della continuità con la precedente amministrazione…
“Finora ho fatto il giocatore e mi sono impegnato al massimo per fare rendere la squadra sotto la guida di un allenatore. Ora i ruoli cambiano, visto che potrei essere io l’allenatore, e cambia quindi anche l’idea di gestire la città. Non posso assolutamente rinnegare il percorso con l’amministrazione Mazzola, che ha lavorato e investito tanto ed è stata impeccabile dal punto di vista morale. E’ pur vero, però, che ognuno è diverso dall’altro per cui, ora, cercherò di dare qualcosa di mio”.
Perché dovrebbero votarla?
“Perché mi conoscono e sanno che, per qualsiasi problema, sono stato sempre a disposizione senza mai tirarmi indietro. Ho sempre risposto al telefono e mi sono messo in gioco perché, per me, la politica è passione e amore per la mia città. Non ho interessi da perseguire, se non quello di migliorare il benessere e la vivibilità della mia Tarquinia. Se il 12 giugno non sarò eletto, continuerò comunque a impegnarmi. Chiedo comunque di scegliere il candidato che dimostra più affidabilità nell’amministrare e non il parente, lo zio o il cugino, perché si tratta di persone che dovranno occuparsi del nostro futuro e di quello dei nostri figli.
Cercherò di sconfiggere i miei avversari sul campo della programmazione perché mi venga concessa fiducia fiducia non per quello che ho detto – conclude Ranucci -, ma per quello che ho fatto e che farò”.
Paola Pierdomenico
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