Tarquinia – Che non fosse semplice, per il Pd, vincere le comunali a Tarquinia al primo turno, il sindaco uscente Mauro Mazzola lo sapeva. Ma non arrivare neppure al ballottaggio è stata una vera doccia fredda. “Non me lo aspettavo”, dice con la voce stanca di chi ha passato la notte in bianco sperandoci fino all’ultimo. Ma anche con un pizzico di delusione e rabbia. “La colpa? E’ stata di una campagna elettorale bruttissima, falsa e offensiva. Ma anche dei Mo.Ri. e di Fioroni, che non hanno voluto correre insieme al Pd”.
Il Partito democratico, a Tarquinia, ha raggiunto solo l’11,04%. Un risultato disastroso per Anselmo Ranucci che, poche ore dopo l’esito del voto, ha annunciato l’addio alla politica e le dimissioni da assessore. Ma Mazzola frena: “E’ tutto da vedere”. E su Gianni Moscherini, candidato sindaco di centrodestra, annuncia: “Ha superato il limite, lo denunceremo”.
Sindaco Mazzola, si aspettava una sconfitta così sonora?
“No. Sapevamo fosse dura, ma eravamo convinti di arrivare al ballottaggio. Purtroppo è stata una campagna elettorale bruttissima. E la colpa è di chi è abituato a fare queste cose. Noi, al contrario, siamo abituati a fare cose lineari e trasparenti. Ma abbiamo combattuto con persone pronte a tutto. A Tarquinia una campagna elettorale così brutta non era mai stata fatta. C’è sempre stato rispetto. E’ stata una campagna elettorale falsa e offensiva, che arriverà anche in tribunale. Per Gianni Moscherini, che è andato fuori dalle righe, fuori dagli schemi, sono già partite delle denunce, delle querele”.
Lei è il sindaco uscente, si sente un po’ responsabile di questa disfatta?
“No. A meno che non abbia pagato l’onestà. Se così è, la responsabilità me la prendo tutta. Ma in dieci anni da primo cittadino non sono mai stato fermo. Ho sempre fatto, senza tener conto degli equilibri politici. Io faccio. Chi c’è, c’è. Chi non c’è, se ne può andare. Insomma, non sento di prendermi la responsabilità della sconfitta. Se la prenda chi, a Tarquinia, ha fatto la secondo lista di centrosinistra, quella dei Moderati e Riformisti.
La responsabilità se la prenda chi sta dietro a tutto questo, perché se fossimo stati uniti avremmo raggiunto il 33%. Saremmo stati primi. Ma questa volta ai Mo.Ri. il colpetto non è riuscito, facendo andare al ballottaggio solo il centrodestra. Questo è gravissimo. Una cosa su cui, una volta per tutte, dovrebbero intervenire gli organi nazionali”.
Cos’è mancato?
“Serviva una mano dall’alto che ci desse un po’ di equilibrio, che ci facesse dialogare. Non la scissione dei Moderati e Riformisti. Nei piccoli comuni, da soli non si riesce mai a vincere. Dovevamo restare insieme. Ma Giuseppe Fioroni, che sta coi Mo.Ri., non ha voluto. Serve una nuova rotta. Per tutti. Se non vogliamo finire nel burrone. Dobbiamo ricostruire il partito e farla finita con questi Mo.Ri.. O siamo del Pd o non siamo del Pd. Questa è diventata una storia davvero brutta”.
Qual è, secondo lei, la soluzione?
“L’unità. Che i Mo.Ri. tornino a far parte del Partito democratico. Ok alle correnti interne, ma dobbiamo essere uniti. Cinque anni fa, quando al primo turno e con il 51% ho vinto il secondo mandato, eravamo uniti. Dopo esserci spaccati, con le pretese dei singoli, dopo che è venuto avanti l’orgoglio, personale, di essere candidato, abbiamo perso”.
Qual è il dispiacere più grande di queste amministrative?
“Che molti concittadini, che stimavo, non si sono neppure informati sui candidati. Soprattutto su come hanno già amministrato il comune di Civitavecchia (il riferimento è a Moscherini, sindaco dal 2007 al 2011, ndr). Sarebbe stato meglio informarsi, informarsi bene”.
All’esito del voto, il candidato sindaco e assessore Anselmo Ranucci ha annunciato le dimissioni e l’addio alla politica…
“E’ il risultato di una grande amarezza, di un gran rammarico. Ma è tutto da vedere. Ranucci è un’ottima risorsa che, con me, per dieci anni, ha lavorato benissimo. Una risorsa che non può e non deve esser persa. Parlerò con lui e lo convincerò a non dimettersi, perché se si viene sconfitti non si può scappare”.
Raffaele Strocchia
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