Viterbo – Ko.
Dalle comunali il Pd viterbese è uscito sconfitto, riuscendo a perdere Ronciglione e Tarquinia. Nel comune marittimo il ballottaggio sarà tutto appannaggio del centrodestra. Qui, il centrosinistra, si era presentato diviso: il Partito democratico con Anselmo Ranucci, e i Moderati e Riformisti con Renato Bacciardi.
Ma è stato il Pd a far perdere i Mo.Ri., o sono stati i Mo.Ri. a far perdere il Pd? Per il deputato dem Giuseppe Fioroni è “il Pd” a dover “sviluppare la cultura delle alleanze e dell’allargamento, attualizzando la sua linea politica”.
Fioroni, un bilancio delle amministrative nella Tuscia, all’esito del voto…
“Anche la Tuscia conferma il risultato, nazionale, non buono del Movimento 5 stelle, che alla vigilia del voto era stato molto sopravvalutato.
Il Partito democratico, invece, dopo l’affermazione nazionale e locale di Matteo Renzi deve attualizzare la sua linea politica. Una linea politica che, come dico da oltre due anni, deve portare al superamento dell’isolamento del Pd che, a livello territoriale, ha il dovere di essere l’anima e il perno di una nuova alleanza di centrosinistra. Nella Tuscia il Partito democratico pensa di poter vincere da solo, ma purtroppo non è così. Deve sviluppare una cultura delle alleanze e dell’allargamento”.
In quest’ottica, da dove partire?
“Uno dei capisaldi su cui lavorare è il rapporto con i Moderati e Riformisti. La mia attenzione ai Mo.Ri. è stata, per molto tempo e superficialmente, ritenuta una forma di tutela di particolari interessi o di ‘corrente’. Invece credo che, come sempre accade in politica, chi ragiona sul domani deve cogliere i segni dei tempi. A Tarquinia, ad esempio, c’è stata, purtroppo, una mancanza della cultura delle alleanze. Una mancanza di attenzione ai Mo.Ri., con la caduta dell’università agraria e l’estromissione dal comune. Basta leggere i dati per rendersi conto che, sommando i volti per Bacciardi e per Ranucci, il centrosinistra avrebbe ottenuto un risultato largamente significativo”.
Cosa non ha funzionato a Tarquinia, che andrà al ballottaggio con due esponenti di centrodestra?
“La rimozione dei rappresentanti del centro, dei Moderati e Riformisti. Piano, piano. In dieci anni di governo di centrosinistra. I Mo.Ri., a seguito dell’estromissione, si sono dovuti presentare da soli, e questo ha portato a due candidature che, nell’elettorato, si sono sostanzialmente equivalse. Insieme avrebbero vinto, ma il Pd, con faciloneria, ha confuso la mia difesa dell’alleanza coi Mo.Ri. con un mio interesse. Il mio unico interesse era che a Tarquinia, stasera, ci fosse un sindaco di centrosinistra. Invece non siamo andati neppure al ballottaggio. La politica è lungimiranza, e io volevo evitare ciò che è successo”.
Insomma, si aspettava questa disfatta…
“Che a Tarquinia avremmo perso era semplice pensarlo, dopo che è stata fatta cadere l’università agraria, dopo che i moderati sono stati cacciati dalla coalizione e senza coltivare la cultura dell’alleanza”.
Ora, cosa serve al Pd di Tarquinia?
“Una riflessione sui consensi, del Pd e del centrosinistra tutto. Perché dopo dieci anni di governo siamo usciti da uno dei comuni più grandi della provincia di Viterbo. E lo abbiamo fatto con una superficialità incredibile, che ha demolito, abbattuto il centrosinistra, pensando che l’alleanza con i centristi fosse qualcosa di superato e di inutile. Poi, all’esito del voto, abbiamo scoperto che il Partito democratico ha un consenso identico a quello della componente di centro”.
Di chi è, secondo lei, la colpa?
“La politica è la scienza del domani e del futuro, non l’analisi dei capri espiatori del passato. Se la maggioranza che ha governato Tarquinia per dieci anni fosse stata insieme, avremmo vinto. Non mi interessa sapere di chi è la colpa, ma solo che questi errori non si ripetano in futuro. L’importante è guardare avanti, non indietro”.
Ma il Pd ha perso anche a Ronciglione e nel resto della provincia. Perché?
“Per Alessandro Giovagnoli sono veramente dispiaciuto, ma un allargamento dell’alleanza sarebbe servito anche a lui. E anche a livello provinciale dobbiamo promuove la cultura delle alleanze e il rispetto e la dignità, ad esempio, dei Moderati e Riformisti. Non il verificarsi delle ‘cacciate’, come è stato fino a oggi. Tra un po’ avremo le elezioni provinciali, e il Pd non può presentarsi con la solita battuta: ‘Chi sono i Mo.Ri.?’ o ‘Chi è la sinistra?’. Perché per dar vita a un governo provinciale c’è la necessità di una cultura e costruzione delle alleanze. Il Pd viterbese deve cogliere le disponibilità, in uno spirito unitario. Deve, dopo approfonditi dibattiti, rispettare con lealtà gli indirizzi della maggioranza”.
Il Pd non ha brillato neppure a livello nazionale, ma a colpire maggiormente è stata la battuta d’arresto del Movimento 5 stelle. Da che dipende, secondo lei?
“Oltre a predicare, bisogna anche praticare. La gente, alle amministrative, non sceglie solo il partito ma anche i soggetti capaci. E’ la politica del fare”.
Raffaele Strocchia
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