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Tuscia film fest - Francesco Bruni presenta "Tutto quello che vuoi"

Le poesie le scrive chi non sa dove mettere l’amore…

di Alessandro Gatti - Tusciaweb Academy
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Tuscia Film Fest - Il regista Francesco Bruni

Tuscia Film Fest – Il regista Francesco Bruni

Tuscia Film Fest - Il regista Francesco Bruni con Enrico Magrelli

Tuscia Film Fest – Il regista Francesco Bruni con Enrico Magrelli

Tuscia Film Fest - Il regista Francesco Bruni

Tuscia Film Fest – Il regista Francesco Bruni

Tuscia Film Fest - Il regista Francesco Bruni

Tuscia Film Fest – Il regista Francesco Bruni

Viterbo – “Le poesie le scrivono coloro che non sanno dove mettere l’amore. Nella poesia puoi amare chi vuoi, mentre nella realtà puoi amare solo chi ti sta accanto”. Questi sono i versi di Giorgio, il poeta ottantacinquenne interpretato da Giuliano Montalto nel film diretto da Francesco Bruni intitolato Tutto quello che vuoi.

Un Giuliano Montalto che si è ritrovato a fare il regista perché “negato nella recitazione”, come sempre gli diceva perfino sua moglie. Beh Francesco Bruni è riuscito a far vincere, proprio a quel Montaldo, un Nastro d’argento come miglior attore protagonista, e lo ha raccontato ieri sera al Tuscia Film Fest.

“Ho scelto  – spiegato Francesco Bruni – di raccontare le difficoltà che i grandi hanno a comunicare con i giovani.  Proprio facendo leva su quanto questi riescano a comunicare meglio con la generazione dei loro nonni rispetto che con i propri genitori. Mi sono ispirato a mio figlio, lui adora suo nonno ed ha un rapporto speciale con lui”.

Così Francesco Bruni parla alla platea viterbese del Tuscia Film Fest descrivendo come si è approcciato a quel mondo giovanile di una Roma coatta che ospita sempre più una generazione disagiata.
“Per comprendere il linguaggio dei ragazzi – spiega il regista -, bisogna vivere in mezzo a loro, studiarne i comportamenti ed osservarne gli atteggiamenti. Io li ho osservati molto, sotto casa mia. Ho osservato il loro modo di parlare, di fumare, di scherzare e di gettare a terra le bottiglie vuote di birra”.

Una generazione allo sbando che ritrova, nella storia di vita raccontata da un vecchio malato di Alzheimer, nuovi stimoli per darsi un senso. Tutto quello che vuoi racconta di una generazione che riscopre se stessa unendo al tema sociale quello del viaggio. Un viaggio per descrivere con il romanticismo un percorso di crescita di quattro ragazzi sbandati che si riscoprono, a loro modo, poeti.

“Nel raccontare questo film ho pensato a mio padre, alle sue storie sulla guerra. Ho pensato di far recitare Giuliano Montaldo perché mi ricorda mio padre, anche se tutti pensavano fossi matto e che non sarei mai riuscito a farlo recitare”, spiega Bruni.

Giuliano Montaldo, da regista, si scopre così attore. All’età di ottantasette anni. Proprio come i quattro giovani protagonisti si scoprono ragazzi dalla spiccata profondità d’animo che li rende, nel corso del film, dei poeti alla loro maniera. Come dice Montaldo, attraverso il personaggio di Giorgio, “chiunque di noi può essere a modo suo un poeta” e lo dice con l’eleganza e la naturalezza di chi la poesia l’ha saputa vivere e raccontare con la sua carriera.

Alessandro Gatti
Tusciaweb Academy


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13 luglio, 2017

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