Viterbo – La città piace e i turisti arrivano. E col Christmas Village si divertono pure. Tanti a Viterbo, per il lungo week end natalizio. Fino a Santo Stefano. E altrettanti s’aspettano per i giorni a seguire. Quelli dell’ultimo dell’anno. Per il prossimo si vedrà.
Multimedia – Fotogallery: Viterbo da Natale a Santo Stefano – Video: La città piena di turisti
Non c’è ancora una stima, ma il trend in crescita degli ultimi mesi è confermato. Peccato alcune chiese chiuse, così come lo splendido chiostro longobardo di Santa Maria Nuova in piazza Gargiuli. Aperto solo, sta scritto sul cancello d’ingresso, per il fine settimana.
Viterbo – Pietro Mendola
“Consiglio a tutti di vistare la città – dice Pietro Mendola che vive a Roma, vicino villa Ada – si mangia pure bene. Noi abbiamo deciso di passarci il Natale”. E’ appena risalito dalla Viterbo sotterranea in piazza della Morte. E’ una delle principali attrazioni. “Bella”, si sente dire a un bambino che viene su dalle scale dopo aver visto i cunicoli. Pietro Mendola viene nella città dei papi almeno tre volte l’anno. E la sceglie perché è vicina, a portata di mano e di portafoglio. Ma soprattutto perché la qualità della vita è migliore rispetto alla grande metropoli. Esempio di un turismo che sta diventando via via strutturale.
“C’è stato un forte aumento di turisti in questi giorni – spiega Sergio Cesarini che della Viterbo sotterranea è l’inventore -. Luoghi meravigliosi e ricchi di storia”. Stesso punto di vista per Cristiano Guerrini del bar centrale, aperto tutti i giorni fino a tardi. “Abbiamo lavorato molto – sottolinea -, e sono state tante le facce nuove”.
Viterbo – Sergio Cesarini
La città resta tuttavia divisa in due. Da una parte il quartiere medievale di San Pellegrino, pieno di gente grazie anche al villaggio di Babbo Natale messo in piedi dalla fondazione Caffeina. Dall’altra la zona del Corso, dove le persone vanno ma trovano chiuso. E non per colpa dei commercianti, che ce la mettono tutta. Mancano proprio gli eventi. A parte la pista di pattinaggio su ghiaccio che sta a piazza Giuseppe Verdi, davanti al teatro dell’Unione. Da queste parti è più che altro una passeggiata. La chiesa del Gonfalone è chiusa. Per trovare qualcosa da visitare bisogna arrivare alla basilica di Santa Rosa e al monastero della patrona gestito dalle suore Alcantarine.
Viterbo – Arnaldo Napoleoni
Via San Lorenzo, piazza del Gesù, palazzo dei papi e strade medievali sono piene di turisti. Vengono soprattutto dalla capitale. Ogni tanto, qua e là, si vede anche qualche straniero. Molti arrivano dalla provincia. Acquapendente, Tarquinia, Soriano, Civita Castellana. “Spendono ma senza esagerare”, commenta Arnaldo Napoleoni, commerciante di Norcia in Umbria che vende panini, salsicce e formaggi in piazza San Carluccio. La crisi, ultra decennale, picchia duro e il potere d’acquisto è quello che è. Ma alle festività non si rinuncia, e Viterbo è ormai meta ufficiale.
C’è pure qualche artista di strada. Chi con le bolle di sapone, e i bambini che saltellano per afferrarle. Chi con la chitarra, come Emil Brown, nome d’arte, che suona Led Zeppelin e Pink Floyd prima a piazza delle Erbe poi in via San Pellegrino. “Faccio questo – spiega a margine della telecamera – perché mi piace. Ho provato anche a fare il muratore, ma il guadagno è lo stesso”.
Viterbo – Emil Brown
Un Natale senza sfarzo, e per le vie si vede. Lo dicono persino i presepi. Un Cristo nato povero e gli allestimenti scelti stanno lì a testimoniarlo. A pranzo i turisti scelgono il tipico associandolo alla qualità. Per gli acquisti, e il motivo è lo stesso, l’artigianato vicino palazzo degli Alessandri dove gli elfi del Christmas accolgono le famiglie.
Viterbo – Gianluca Grancini
Ieri, in giro, c’erano padri e madri che hanno regalato ai figli una bella giornata, diversa dalle altre. Dai mercatini al sacrario ai carabinieri a cavallo in piazza Plebiscito, quella del comune. Dove c’è il cortile che si affaccia sulla valle di Faul con i parcheggi e l’ascensore che porta a piazza San Lorenzo, con la giostra d’epoca messa lì da Caffeina per salirci sopra anche solo per una foto. In mezzo alla gente, nonostante i divieti ovunque, c’arriva pure una macchina. Probabilmente un errore del conducente, che c’ha il cappello, imbocca il ponte, fa il giro della piazza e con un po’ d’imbarazzo torna indietro e se ne va.
Si incontrano anche consiglieri e assessori. Gianluca Grancini è uno di loro, a spasso col carrozzino e il figlio, Lorenzo, di 45 giorni appena. Felice per la città viva attorno.
A La Fontaine, la via dedicata a un cardinale, a metà la strada è chiusa. La bloccano i ponteggi allestiti per riparare un palazzo, pericolante. Non si può procedere oltre.
Viterbo – Cristiano Guerrini
Poco visitate le chiese, duomo incluso. In tal caso il bel tempo non aiuta, meglio starsene fuori. Dove si trovano pure guide improvvisate, ma simpatiche. Come quella davanti alla chiesa di Sant’Angelo. Un uomo sulla settantina che racconta la leggenda di Galiana mettendoci del suo. Una donna talmente bella, dice, e dal collo diafano, che quando beveva il vino rosso lo si vedeva addirittura andar giù per la gola. Poi si gira, si accorge della telecamera, e con tono bello forte, parlando dei Priori che mettono in guardia il padre di Galiana, la cui fine è triste, aggiunge…”Tu, babbo della bella Galiana…”. Portando infine ogni cosa, indietro nel tempo.
Daniele Camilli
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