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Viterbo - Il grosso delle ditte affidatarie e dei lavoratori del tratto Cinelli-Monte Romano viene da altre regioni - Soltanto l'11% della forza lavoro vive nella Tuscia - 110 milioni di euro che probabilmente non sono rimasti sul territorio
Viterbo – Magari lo sarà, una volta terminata. Ma, per il momento, la trasversale Orte-Civitavecchia non sembra proprio un grande affare. Non per la provincia di Viterbo. E lo si capisce leggendo i “Settimanali di cantiere”. Da luglio a dicembre 2018, quando il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha inaugurato il tratto di trasversale Cinelli (Vetralla)-Monte Romano Est.
I lavori del tratto Cinelli-Monteromano Est, come riporta il sito internet dell’Anas, sono stati “eseguiti dall’associazione temporanea di imprese “Donati spa.- Ircop spa.- S.A.L.C. srl- Dema Costruzioni srl”.
Viterbo – Trasversale
Le ditte affidatarie dei lavori, quelle che poi hanno lavorato e che risultano dai “Settimanali di cantiere” sono circa una quarantina. Sono state scelte tra le imprese della Tuscia? Non proprio. Tant’è vero che soltanto l’11% della forza lavoro impiegata nella costruzione del tratto di trasversale è della provincia di Viterbo. Il 15% è straniera. Quasi il 19% viene dalle altre provincie del Lazio. Oltre il 50% da altre regioni. Tra queste primeggia la Campania, con il 54% della manodopera proveniente da altre regioni e il 31% del totale dei lavoratori. Su oltre 350 persone che hanno lavorato al tratto Cinelli-Monteromano, più di 110 vengono dalla Campania. Dopo ci sono l’Umbria, con il 14% dei lavoratori da altre regioni, e le Marche con il 7.
Tra gli stranieri, la componente più consistente è nata nei paesi dell’est Europa (59%), seguita dal nord Africa (18%), dall’America Latina (14%) e dall’Europa occidentale (7%).
Oltre il 40% delle ditte affidatarie dei lavori si occupano di forniture, il 13%, rispettivamente, di lavoro e servizi, il 6% di fornitura e posa in opera e il 4% di consulenze. Per un 13% di ditte non è stato possibile ricavare il tipo di rapporto.
La trasversale Orte-Civitavecchia
Vedendo questi dati, viene in mente che la scelta di affidare i lavori a una ditta piuttosto che a un’altra, cioè a una ditta del viterbese piuttosto che a una di fuori, sia stata dettata dalle qualifiche lavorative che le ditte stesse offrono.
Circa il 30% dei lavoratori che risultano dai “Settimanali di cantiere”, impiegati nella costruzione del tratto di trasversale da Cinelli a Monte Romano, hanno la qualifica di autista. Il 20% sono conduttori di mezzi pesanti e quasi il 14 operai.
Viene allora in mente, a questo punto, che i mezzi utilizzati per il tratto di trasversale siano stati mezzi particolari che difficilmente una ditta della Tuscia poteva trovare.
Il grosso dei mezzi utilizzati sono autocarri (30%). Appresso ci sono le autovetture (12%) e gli escavatori (10%).
Di solito un finanziamento pubblico finalizzato alla realizzazione di un’infrastruttura per il territorio dovrebbe creare reddito e alimentare un indotto economico nel momento stesso in cui quell’infrastruttura viene costruita. I turisti, che forse tra qualche anno arriveranno, da soli non bastano. Servirebbe anche che i finanziamenti pubblici destinati all’infrastruttura restassero sul territorio. E uno dei modi migliori per farlo è garantire un potere di spesa direttamente sul territorio. In sintesi, il lavoratore stipendiato per costruire la trasversale spende i suoi soldi sul territorio dove la trasversale passa.
Ed è un po’ quello che chiedono da anni i sindacati. Praticamente in ogni tavolo istituzionale che viene messo in piedi per parlare di disoccupazione e disoccupazione giovanile che nella Tuscia solo ben al di sopra del tasso nazionale.
Monte Romano – I lavoratori della trasversale
Infine l’età dei lavoratori che hanno costruito il tratto di trasversale. Sui “Settimanali di cantiere” c’è anche quella. A parte due lavoratori del 1949, entrambi autisti, e un ragazzo del 2001, operaio di manovra, più della metà dei lavoratori, oltre il 60%, ha tra i 40 e i 60 anni. Il 36% sono nati negli anni ’60, il 29 nei 70. Il 25% negli anni ’90.
A chi conviene la trasversale? Anche alla Tuscia? Ancora non si sa.